THE GARDNERZ – The System Of Nature

 
Gruppo: The Gardnerz
Titolo:  The System Of Nature
Anno: 2010
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Facebook  Youtube  Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. The Art Of Suffering
  2. Lady In The Grave
  3. Your Final Solution
  4. Born To Consume
  5. Incident
  6. Shift In Thought
  7. Flaw In The Axiom
  8. More Or Less
  9. Confusion
  10. Maybe It's Time
DURATA: 51:02
 

Gli svedesi The Gardnerz escono alla scoperto con il primo lavoro "The System Of Nature", la doom/death metal band nata nel 2008 ha sì un nome che a molti dirà poco o nulla, ma ciò non v'inganni, la mente della situazione è Wilhelm Lindh ex bassista dei Tristitia che al suo seguito ha portato musicisti tutto tranne che di primo pelo.

Per sè ha scelto il ruolo di chitarrista, al basso troviamo Francisco Martìn (Inner Sanctvm e Sacramento), alla batteria Juan Pablo Donoso (Sadism e Thornafire) e dietro al microfono Niclas Ankarbranth dei connazionali Vandöd, vi renderete conto che l'esperienza è un fattore regnante, cosa che viene dimostrata da una composizione già matura ed efficace con l'unico difetto riscontrabile di risultare ancora non fluida quanto potrebbe.

I dieci brani del disco suonano potenti, old fashioned nelle parti più tenebrose e direzionate al death, tuttavia capaci di variare il tiro in un istante dando spazio a fraseggi altamente melodici e rilassati, si nota come la deriva tecnica ogni tanto porti via l'attenzione dal punto focale della situazione, le canzoni da pregne di oscurità si dilatano diventando troppo animate, non è un male, c'è solo da centrare tale aspetto e questo lo si ottiene solo col tempo e il lavorarci su.

Vi assicuro comunque che al lavoro non mancano le qualità per farsi apprezzare, dalle tonalità nere di "Lady In The Grave" adornata dalla voce in background isterica e maligna di Joel Sundin, alla più classicheggiante "Born To Consume" e la successiva "Incident" dalla cadenza ossessiva — a entrambe è stato donata esecuzione solistica da parte di Thomas Ahlgren, sei corde dei Pandemonium e Deranged — arrivando alle melodie mediterranee che lasciano il segno in una "Shift In Thought", ogni brano si rivela essere in possesso di una caratteristica che lo fa tenere a mente. Come detto in anticipo non v'è ancora una quadratura perfetta, ma non sono assolutamente lontani dal porla.

I cinquanta minuti trascorrono lasciandosi dietro una scia primordiale evocante le produzioni anni Novanta del genere così decadenti e al tempo stesso corpose come mattoni, da dove è nato lo stile parte la sfida dei The Gardnerz.

Se il registro vocale di Niclas in alcuni punti sembra perdere contatto, c'è da dire che il complesso strumentalmente gira bene coadiuvato da una produzione così cruda e viva che in alcuni punti par d'ascoltare una registrazione live, cosa che del resto non può che esaltare il sottoscritto. Quel senso naturale e spontaneo che fuoriesce dalle linee di basso in risalto e ogni tocco di rullante così vero nel suo colpire, trovo sia fantastico, ha però anche il suo difetto, dato che nelle parti in cui decidono di aumentare il tasso tecnico della prova una maggiormente pulitina e levigata avrebbe fornito una maggior e più adeguata spinta, trovando una via di mezzo fra le due la risultante sarebbe praticamente perfetta.

"The System Of Nature" è un gran debutto, bella pure la cover di Daniel "Devilish" Johnsson raffigurante un rituale eseguito da tetri monaci che dinanzi a una fonte da cui fuoriesce un albero secolare, ma deviato nel suo crescere, esortano l'avvento di chissà quale malefico presagio, ovviamente i colori sono cupi e tedianti.

I The Gardnerz sono da tenere d'occhio e qualcuno se n'è accorto per fortuna, i ragazzi hanno siglato un accordo con la Abyss Records che a quanto pare ne stamperà ufficialmente l'album. Non c'è fretta quindi, si può attendere l'uscita sotto l'etichetta, ma anche per com'è adesso la situazione varebbe la pena contattarli e  accaparrarsene una copia.

 

Facebook Comments