The Glad Husbands - Safe Places

THE GLAD HUSBANDS – Safe Places

Gruppo:The Glad Husbands
Titolo:Safe Places
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Whosbrain Records / Vollmer Industries
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Out Of The Storm
  2. Where Do Flies Go When They Die?
  3. Spare Parts
  4. Things That Made Sense
  5. The Jar
  6. Midas
  7. Cowards In A Row
  8. Meant To Prevail
  9. Like Animals
DURATA:40:53

Safe Places è la seconda fatica dei The Glad Husbands, trio proveniente dalla provincia di Cuneo che è solito definire la propria idea di musica con una formula che, nella sua semplicità, nasconde un dedalo di intrecci, influenze ed emozioni: musica razionale suonata con spirito punk. Un punk che non si rinchiude nella pura attitudine e ruvidezza sonora tipici del genere, ma che amplia la sua essenza verso i placidi e sognanti confini del math rock e del progressive. Che la razionalità possa essere il più straziante dei supplizi è cosa perlopiù risaputa e, ovviamente, non solo in campo musicale; ebbene, i The Glad Husbands hanno dimostrato di esserne pienamente consapevoli.

Quando l’impeto dei Mastodon e dei Drive Like Jehu incontra uno spirito creativo che fa di squadra e goniometro i suoi inseparabili strumenti compositivi, i risultati sono logicamente imprevedibili. Pagina dopo pagina si avanza in questo compendio di creatività e spirito di rivalsa, capitolo dopo capitolo si cade in imboscate soniche tese con suprema perizia. Dopo essere stati pietrificati dal commovente tocco di “Midas”, cullati dai suoi arpeggi e riff struggenti, si viene travolti dalla slavina della successiva “Cowards In Row”; subito prima degli echi e dei riverberi di “Things That Made Sense”, con i suoi rimandi alle sonorità proprie dei colossali Tool, si stagliano “Spare Parts” e la sua intransigenza ritmica intrisa di spunti post-hardcore (che in molti frangenti mi hanno ricordato i migliori Pile).

Safe Places è questo e molto altro, una serenata d’amore prima di un brutale omicidio mosso da un fiume in rotta di passioni e idee. Tre strumenti (due chitarre e una batteria) che compongono un’opera che trasuda originalità da ogni fessura presente nella sofisticata rete dei loro deliri. Rabbia e struggimento, lacrime e sangue, ruvidezza e poesia, math rock e hardcore, ogni possibile opposto emotivo si sgretola e rimescola nei nove brani che compongono questa perla d’inventiva: letteralmente imperdibile.

Facebook Comments