The Great Old Ones tornano più cosmici che mai

THE GREAT OLD ONES – Cosmicism

Gruppo:The Great Old Ones
Titolo:Cosmicism
Anno:2019
Provenienza:Francia
Etichetta:Season Of Mist
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TRACKLIST

  1. Cosmic Depths
  2. The Omniscient
  3. Of Dementia
  4. Lost Carcosa
  5. A Thousand Young
  6. Dreams Of The Nuclear Chaos
  7. Nyarlathotep
DURATA:50:02

I Grandi Antichi sono sempre stati di casa da queste parti, sia perché siamo più o meno tutti appassionati lovecraftiani, sia perché ne seguiamo le gesta da tempi non sospetti. Abbiamo appreso con piacere del passaggio dei francesi dalla sempre ottima LADLO alla Season Of Mist per la pubblicazione di EOD, ed è ancora più soddisfacente ritrovarsi tra le mani Cosmicism, che manco a dirlo è un ottimo album, l’ennesimo dei The Great Old Ones.

La prima cosa che balza all’occhio è che per il secondo album su Season Of Mist Benjamin Guerry si separa da altri due compagni storici, il bassista Jérôme Charbonnier e soprattutto il chitarrista Jeff Grimal (che però, come in passato, rimane autore dell’illustrazione di copertina); ciò significa che della prima formazione del quintetto, arrivata indenne fino al 2016 e al contratto con la nuova etichetta, rimangono oggi il solo Guerry e il batterista Léo Isnard. Musicalmente questi cambiamenti hanno un impatto contenuto, poiché musica e testi anche questa volta sono scritti pressoché interamente da Guerry, il quale stavolta decide di usare sintetizzatori analogici e scrivere i brani più epici che i The Great Old Ones abbiano mai proposto nella propria non più così breve carriera. Siamo sempre dalle parti di canzoni intorno agli otto-dieci minuti di durata media, con enormi passaggi atmosferici e riff pastosissimi di piena estrazione post-black, ma raramente i The Great Old Ones sono stati così grossi.

In un solco di completa o quasi continuità musicale, la principale differenza di Cosmicism rispetto ai suoi predecessori è concettuale. Tutti i lavori dei TGOO fino ad oggi si basavano su un’opera specifica di Lovecraft: Tekeli-li era un adattamento di Alle Montagne Della Follia, EOD un immaginario sequel di La Maschera Di Innsmouth e via di questo passo, mentre Cosmicism non parte più da uno scritto in particolare, ma affronta l’opera dell’autore di Providence in modo diverso. Come spiegato dallo stesso Guerry, in questo album ogni canzone parla di un’entità cosmica e di un protagonista che la incontra, e va da sé che questi poveri sventurati non escono dall’incontro con tutte le rotelle a posto.

Al quarto album in otto anni i The Great Old Ones hanno sviluppato una propria formula che a ogni uscita si consolida e convince di più. La band di Bordeaux non è più una sorpresa, e a buon diritto si conferma come uno dei nomi più interessanti del filone post-/atmospheric. In altre parole, è così che suona il black metal anni ‘10.

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