THE GREAT SABATINI – Matterhorn

THE GREAT SABATINI – Matterhorn

Informazioni
Gruppo: The Great Sabatini
Titolo: Matterhorn
Anno: 2012
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/thegreatsabatini
Autore: Mourning

Tracklist
1. City Limits
2. Zakios
3. Hidden Door
4. Null And Void
5. Wagons
6. Sad Parade Of Yesterdays

DURATA: 28:34

Il Canada è da sempre terra di ottima musica e una delle nazioni che al metal ha regalato grandi act, non credo ci sia bisogno di citare nomi in particolare perché tanto a ognuno di noi ne verranno in mente veramente tanti.
I The Great Sabatini appartengono alla scena odierna del panorama sludge, alcuni l’hanno ridefinito “progressive sludge”, altri “post” in quanto il sound contenuto nel loro materiale è differente rispetto alla sola e classica abilità di scavare solchi oceanici, canone primo dello stile.
È una varietà profondamente ibrida quella che in “Matterhorn”, secondo lavoro full del quartetto, si abbatte sull’orecchio percuotendolo e stordendolo con una combinazione che include oltre al sopracitato mattone di “fango” derive hardcore/punk e frazioni post-rock.
Il composto è altamente concentrato e i poco più di ventotto minuti del platter non lasciano molti spazi alla riflessione, a partire da una “City Limits” che si schianta diretta, minacciosa e farebbe presagire una serie di mazzate a non finire e invece… il momento introspettivo che non t’aspetti è lì dietro l’angolo.
La terza traccia dal titolo indovinato “Hidden Door” crea un velo ambientale dolciastro scandito dalle note di pianoforte, è “svolazzante” e leggiadro, in pratica l’ideale intermezzo che ci conduce a un ritorno di fiamma prepotente con la successiva e tempestosa “Null And Void”.
Nell’ultima “Sad Parade Of Yesterdays”, tra l’altro il nome del brano coincide con quello del primo disco rilasciato nel 2009, i quattro Sabatini inanellano una serie di riff fantastici che variano dall’assassino allo psichedelico “fattone”, ai quali viene somministrata “vitamina” epica chiudendo “Matterhorn” in un crescendo di sensazioni travolgente.
Sono una band d’ottimo livello, non è un caso che si siano ritagliati un proprio posto all’interno di una scena capace di produrre genialità di prim’ordine come Voivod e Mastodon, così come non è un caso che i ragazzi siano in possesso di un approccio in parte inevitabilmente derivativo ma che mostra anche una precisa e personale forma canzone che calza a pennello con lo spirito bastardo della proposta racchiusa in “Matterhorn”.
I The Great Sabatini potrebbero divenire “grandi” quando meno ce lo aspettassimo, intanto vediamo di non perderli di vista, vi consiglio quindi di fare una capatina sulla loro pagina Bandcamp  e iniziare l’approfondimento.

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