THE GREAT SAUNITES – Delay Jesus 68′

 
Gruppo: The Great Saunites
Titolo:  Delay Jesus 68'
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Hypershape Records
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TRACKLIST

  1. Tanit
  2. Golden Mountain
  3. Delay Jesus 68'
DURATA: 29:29
 

Lo stoner e il rock psichedelico negli ultimi anni si sono diffusi a macchia d'olio, gli Stati Uniti e il binomio europeo composto da Svezia e Germania sono stati affiancati da scene fiorenti, produttive e in continua crescita come quella messicana, austriaca, australiana, francese, inglese e non ultima quella italiana. Già, anche da noi hanno colpito nel segno, l'involuzione alla riscoperta delle radici rock ha condotto a una rivoluzione in pieno corso, la brillante conseguenza che n'è scaturita è stata la nascita di molteplici band adoratrici del deserto, del misticismo sonoro e di tutto ciò che a essi è riconducibile, sì, la nostra Penisola si è decisamente svegliata.

I The Great Saunites è a questo colorito carrozzone che si accodano, il duo che vede L. Kandur Layola alla batteria e Atros al basso s'inserisce nel genere seguendo un'altra strada, meno battuta rispetto alle altre ma alquanto interessante, quella delle prove only instrumental.

Chi segue tale ampio movimento avrà sicuramente incrociato realtà come i Los Natas e My Sleeping Karma, gente per cui la voce non è un'arma fondamentale, è con questo tipo di approccio molto più introspettivo ed estraniante che "Delay Jesus 68'" ci fa confrontare. La loro esecuzione è però resa ancora più minimale dall'assenza del guitarworking, comunque una volta abituato l'orecchio i panorami che si verranno a creare nella vostra mente grazie a delle linee di basso vivide, eteree, naturali e alle dinamiche di un drumming in perenne evoluzione saranno riconducibili ai trip da peyote e alle fughe ultraterrene che grandi band quali Kyuss e Colour Haze ci hanno abituato, paradisi assolati in cui è possibile incontrare lo sciamano di turno alternate alla visione dell'infinita distesa che il cielo lì fisso sulle nostre teste ci permette d'osservare avidamente.

Il suono dei Great Saunites è genuino sino all'osso, la scelta di registrare i tre pezzi in presa diretta taglierà via gli ostacoli legati a filtri o produzioni non perfette, pensate di essere in sala seduti di fronte a loro. L'aria elettrizata dalla coltre psichedelica che fuoriesce come stesse girando un vecchio disco degli Hawkwind, un frigo bar colmo d'alcol ghiacciato che v'invita a stappare una bottiglia e le note che rimbalzano continue nella vostra testa, l'inizio di "Tanit" e la fine di "Delay Jesus 68'" vi sembreranno una cosa sola, storditi e inebriati da un viaggio breve, ma intenso. È a questo che serve la miscela di salutari droghe che ogni singolo passaggio rilascia iniettandola direttamente al cervello.

I trenta minuti son andati, mi tocca rimetterlo su, ho ancora voglia di lasciarmi tutto alle spalle, non ricordo se sia giorno o notte, so per certo che prima o poi dovrò alzarmi dal letto, chi se ne frega per ora torno a passeggiare in posti e luoghi solo miei, premo play, il mondo torna a essere una nuvola con in sottofondo "Delay Jesus 68'".

 

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