THE HOUNDS OF HASSELVANDER – The Ninth Hour

THE HOUNDS OF HASSELVANDER – The Ninth Hour

 
Gruppo: The Hounds Of Hasselvander
Titolo: The Ninth Hour
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. The Ninth Hour
  2. Heavier Than Thou
  3. Suburban Witch
  4. Restless Soul
  5. Don't Look Around [cover Mountain]
  6. Salem
  7. Coming Of The King
DURATA: 52:13
 

Ci sono artisti che andrebbero venerati e nel doom metal i nomi sono quelli dei Black Sabbath, Scott "Wino" Weinrich e pochi altri, che su elevano allo stato di divinità incontrastate, mentre un personaggio che a mio avviso è sempre stato sottovalutato — e me ne chiedo un po' il motivo — è il signor John Hasselvander; batterista dei Raven, membro dello storico gruppo doom underground Deathrow ed ex indimenticato dei Pentagram, con i quali ha scritto grandissime pagine del genere; mi limito a citare queste tre realtà, perché ci sarebbe veramente troppo di cui parlare. Il musicista è da tempo impegnato in più di un progetto solista: quello che porta il suo nome, fermo comunque ormai da lungo tempo, e i The Hounds Of Hasselvander, con i quali ha rilasciato il secondo album "The Ninth Hour" sul finire del 2011. Ancora una volta sono fiero di dire che è la nostrana Black Widow Records a essersi occupata di questa ottima uscita.

Le atmosfere sono tetre e le sonorità che non permettono alla luce di filtrare neanche per sogno. John è autore della musica e polistrumentista, supportato nell'occasione dal bassista Martin Swaney (anche lui membro dei Death Row ed ex Pentagram), alternatosi all'altro bass-player Eric Orion Cabana, presente nelle tracce "Heavier Than Thou" e "Don't Look Around" (mitico pezzo dei Mountain coverizzato per l'occasione), e dal nostro Paolo "Apollo" Negri dei Wicked Minds alle tastiere. Il complesso ci spalanca le porte di un mondo notturno, pieno di anime irrequiete: ovviamente il sound non sarebbe potuto essere lontano dalla vocazione doom metal primordiale della quale l'artista e rappresentante della vecchia guardia del genere si fa carico, abbiamo quindi i Black Sabbath, i Pentagram, i Saint Vitus e lo spirito degli anni Settanta che aleggiano imponenti, ammantano e rapiscono.

"The Ninth Hour" è una piccola gemma ricca di melodia, di arrangiamenti curati nel minimo dettaglio, di riff profondi e croccantemente doom, di assoli che ti strappano il cuore dal petto, portandolo via con sé. Non c'è un attimo, un singolo istante nel quale la tensione vi molli, qualità importante ed egregiamente sviluppata, grazie alla scelta di non fossilizzarsi unicamente su tracce lente ed erodenti come quella di apertura che dà titolo al lavoro e "Restless Soul", ma pigiando talvolta sull'acceleratore, ricordandovi che stiamo sempre parlando di doom ("Heavier Than Thou"), facendo in modo che al pari di un cappio al collo, nel momento in cui la corda sembra stia per lasciare uno spiraglio, la scossa ritmica vi ritragga indietro con prepotenza. Non fatevi poi ingannare dalla suadente corale di "Salem", la bellezza è spesso figlia del demonio e proprio per questo vi entrerà in testa, l'ambientazione è dark, ammaliante e difficilmente riuscirete a liberarvene. Trovare difetti a un album simile? Non ce ne sono, "Don't Look Around", la cover dei Mountain di "Nantucket Sleighride" (1971), è la ciliegina su di una torta che non avrebbe potuto avere gusto migliore.

Si può tranquillamente inserire "The Ninth Hour" fra i lavori che diverranno un classico da ricordare nel tempo, è quindi un acquisto obbligatorio e salutare per chiunque si ritenga un devoto e ossequiente fan delle sonorità doom. Sguinzagliando i suoi segugi, John Hasselvander ha fatto di nuovo strike, sarete voi la prossima preda che stanerà? «Must have it!».

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