THE HOWLING VOID – The Womb Beyond The World

 
Gruppo: The Howling Void
Titolo: The Womb Beyond The World
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. The Womb Beyond The World
  2. The Silence Of Centuries
  3. Lightless Depths
  4. Eleleth
DURATA: 59:25
 

Che sta succedendo in casa The Howling Void? Citando Sandro Piccinini potrei semplicemente dire: Non va!. Non si comprende difatti come mai il progetto di Ryan, partito alla grande con "Megalith Of The Abyss" e proseguito su buonissimi livelli col successore "Shadows Over The Cosmos", si sia arenato, o per meglio dire impantanato in una staticità compositiva ed emotiva che stavolta non porta i frutti voluti.

Nel terzo capitolo "The Womb Beyond The World", dopo le profondità oceaniche e i viaggi nel cosmo, è il centro della Terra a divenire protagonista, luogo caro alle avventure del francese Julius Verne, scrittore con il quale il Nostro sembra avere in comune più di qualcosa e se avrete voglia di approfondire questo autore capirete di cosa stia parlando.

Ancora una volta rilasciato dalla Solitude Productions, il funeral doom dei The Howling Void rimane imbrigliato all'interno di una costruzione monolitico-ossessiva che non ingabbia l'ascoltatore come potrebbe e dovrebbe. Il lavoro manca di quella svolta segno inconfutabile del raggiungimento dell'obbiettivo e potrete constatarlo voi stessi, fruendo di canzoni che formalmente confermano quanto l'americano sia migliorato dal punto di vista dell'uso dei suoni, sviluppando inoltre melodie con le tastiere talmente armoniose da sfiorare l'angelico e melancoliche da ricordare i My Dying Bride più grigi. Il growl severo e gutturalmente abissale si pone idealmente quale contraltare, ma ciò non basta a cancellare i problemi.

Prendendo in considerazione pezzi come "The Womb Beyond The World", "The Silent Of Centuries" e "Lightless Depths", vi sembrerà di ascoltare un unico lunghissimo e avvilente brano: non che questo sia per forza un male, poiché gente come gli Ea ha dimostrato che si può concentrare la propria essenza anche in una sola traccia, purtroppo questo trio di composizioni non possiede la benché minima variazione che impedisca al percorso di insabbiarsi. E dopo cinquantuno minuti, soprattutto per chi non è abituato al genere, ciò diviene di una pesantezza esagerata.

Il disco non è ancora concluso però, c'è il quarto pezzo "Eleleth a mostrare una faccia maggiormente incline a influenze di stile ambient puro, forse il momento più piacevole, etereo e quasi distensivo del lotto, che però sembra serva più a ricordarci che le potenzialità dimostrate da Ryan abbiano bisogno di una lucidata. Ci si attendeva una prova di ben altra caratura da parte sua, la maturazione invero pare essersi stabilizzata, "standardizzata" e questo non si pone a favore del futuro degli The Howling Void.

Se amate album ai quali basta essere fottutamente plumbei, espansi all'inverosimile e grevi da schiattarci sopra, dovreste dare almeno una chance a "The Womb Beyond The World"; nel caso in cui invece adoriate il funeral doom, non accontentandovi però di un buon lavoro di base e pretendendo che vi sia altro a speziarne l'incedere, vi direi di guardare oltre. Fermo restando che l'ascolto e il momento adatto potrebbero ribaltare qualsiasi giudizio negativo e giunti a quel punto sarebbe meglio togliersi lo sfizio premendo play, trascorsi i sessanta minuti trarrete poi le vostre conclusioni.

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