THE LAST HANGMEN – Servants Of Justice

 
Gruppo: The Last Hangmen
Titolo:   Servants Of Justice
Anno: 2011
Provenienza:  Germania
Etichetta: Twilight Vertrieb
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TRACKLIST

  1. The Gallow March
  2. Lupara Bianca
  3. The Hypocrite
  4. Crash Course Dying
  5. Little Ease
  6. Hang'Em High
  7. Knocking Tombstones Down
  8. Cloak And Dagger Operation
  9. Withdraw The Hangmen!
DURATA: 0:00
 

Ci si lamenta spesso delle uscite cosiddette ordinarie, di sicuro c'è che se non ci fossero album simili il metal risentirebbe di uno squilibrio netto fra la poca qualità elevata rappresentata da un circolo ristretto di band e lo sterco allo stato puro rilasciata da più la cui quantità è purtroppo aumentata specialmente negli ultimi anni.

Dopo aver messo su "Servants Of Jutice", il debutto dei tedeschi The Last Hangmen, non ho di certo gridato al miracolo, è però è stato più che gradevole trovarmi avvolto da musica che fosse estremamente devota al panorama scandinavo anni Novanta con influenze che vanno dalla più classica scena di Göteborg (At The Gates, Dark Tranquillity e A Canorous Quintet) al black melodico dei Dissection passando per quello pomposo dei primissimi Dimmu Borgir e avvalendosi di qualche heavy-neoclassico dei migliori Children Of Bodom. Una miscela a dire il vero ben orchestrata alla quale mancano però i puntelli, quelle canzoni traino e quei momenti di esaltazione melodica pura che permisero a quelle band di eccellere.

La scaletta si apre con quello che potrebbe essere un omaggio a Shagrath e soci del periodo "Enthrone Darkness Triumphant", lo strumentale "The Gallow March" possiede più di un punto di contatto con quanto realizzato dalla realtà norvegese, così com'è palese riconoscere passo dopo passo tutte le realtà citate in antecedenza, vedasi i finnici in "Crash Course Dying" e la successiva "Little Ease".

La risultante di ciò è il non andare mai oltre il muro del già sentito, compositivamente sembrano avere il freno a mano tirato e non bastano le sparute, ma violente, accelerazioni, come a esempio quella inserita nella pur buona "Lupara Bianca", nè il tentativo vano di dare forma a una lunga e articolata versione di ciò che momentaneamente sono i The Last Hangmen in toto in una sin troppo diluita "Knocking Tombstones Down". Le idee non mancano, la conoscenza dello stile è approfondita, tuttavia l'impostazione generale in molti casi finisce per essere esageratamente canonica.

Dal canto mio però mi sento di favorire un'uscita di tale tipo, non posso negare che una prestazione in un certo suo qual modo coerente e volutamente fedele a un suono così brutalmente sfigurato nel corso degli anni, mantenendone intatte le peculiarità retrò, e l'indirizzo che pone l'accento sulla matrice heavy che internamente vi si muove, per quanto possegga evidentemente dei limiti, si fa ascoltare, risultando di buona compagnia e non sia detto mai divenga il trampolino di lancio per un secondo album decisamente superiore, tutto può accadere.

"Servants Of Justice" è un disco per cultori del genere melodico, siete fra questi? In questo caso dovreste concedere almeno un ascolto a questi tedeschi.

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