THE MAGIK WAY – Il Rinato – Aristocrazia Webzine

THE MAGIK WAY – Il Rinato

Gruppo: The Magik Way
Titolo: Il Rinato
Anno: 2020
Provenienza: Italia
Etichetta: My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. Il Rinato
  2. Il Tempo Verticale
  3. Cometa Sole
  4. Deforme
  5. In Igne Vivit Salamandra
  6. Le Vampe
  7. Il Sacro Dolore
  8. Euforia Del Sangue
  9. La Giaculatoria Del Doppio
  10. La Processione
DURATA: 45:55

Negli ultimi anni è a dir poco frequente l’abitudine di affibbiare connotazioni ritualistiche a certe tipologie di musica, quando esse ripresentano l’utilizzo di strumentazioni inusuali oppure si rifanno a livello concettuale a tradizioni arcaiche. L’abuso di tale terminologia ha però generato un’etichettatura che, a conti fatti, spesso ha davvero poco a che vedere con la spiritualità in senso stretto. Diverso è invece il caso de Il Rinato, nuovo parto degli alessandrini The Magik Way, già passati da queste parti grazie ad Ars Regalis, split realizzato con i Malvento nel 2018.

Le coordinate stilistiche del trio piemontese non sono mutate e la propensione verso una cruda teatralità permea ancora pezzi come “Il Tempo Verticale” ed “Euforia Del Sangue”, assumendo spesso i connotati di una vera e propria recitazione, anche grazie alla partecipazione di Gea Crini e alla voce sempre profondamente interpretativa di Nequam. Più in generale, l’intero lavoro è intriso di una rara potenza espressiva, grazie alla quale è veramente tangibile un senso di vertigine che ben si adatta alle finalità concettuali dell’operato dei The Magik Way.

Quasi completamente acustico, Il Rinato è un disco complesso ma al tempo stesso estremamente immediato, capace di travolgere l’ascoltatore amante dell’estremo anche in assenza di sussulti elettrici. Composto perlopiù da ammalianti sezioni percussive, vigorose strutture di contrabbasso, orchestrazioni ed effettistica inglobante, l’album è infarcito di simbolismi e riferimenti a trasmutazioni alchemiche applicabili a un soggetto umano solamente se quest’ultimo è pronto a sacrificare consapevolmente il proprio Ego e la propria stessa carne.

La combinazione tra le tematiche trattate e lo stile compositivo peculiare rende i The Magik Way una creatura unica nel panorama musicale. In episodi come “Deforme”, “In Igne Vivit Salamandra” e “La Giaculatoria Del Doppio” si percepisce un’ulteriore volontà di affrancarsi da catalogazioni di sorta, ricreando un ibrido atmosferico tanto inquietante e oscuro quanto affascinante, coinvolgente e a tratti quasi caustico (“Il Sacro Dolore”). In “Cometa Sole”, “Le Vampe” e “La Processione” è particolarmente evidente l’originalità del gruppo, capace di incrociare propensioni ipnotiche tipiche di certi Anni Settanta con un (neo)folk oscuro e sghembo, dai toni un po’ cantautoriali e acidi, declinando tuttavia il risultato finale secondo un registro di stampo davvero rituale.

In questo senso Il Rinato si pone come un lavoro che ha tanto da offrire dal punto di vista intellettuale e spirituale, pur rivelandosi molto incisivo anche a livello fisico. Il concetto di base è evidentemente lo sviluppo illimitato e senza restrizioni di una spiritualità lontana da pace, amore, fiorellini e unicorni, bensì violenta e straziante, che si fonda principalmente sull’esperienza marcata a fuoco sulla carne. I The Magik Way propongono un effettivo percorso di espiazione e rinascita, partendo dalla paura inframezzata alla necessità di conoscenza, passando per differenti traumi di corpo, mente e spirito, e giungendo infine a una comunione catartica che ha molte affinità con antiche tradizioni occulte.

Un lavoro come questo è in tutto e per tutto un’esperienza sensoriale a tutto tondo, la quale consente di sentirsi in egual misura spettatori e protagonisti di rituali derivanti spesso da tradizioni e retaggi popolari agresti, antichi quanto la Terra stessa e forieri di conoscenza, condivisione e sinergia con le forze cosmiche che regolano l’eterno ritorno. Il Rinato mette in musica il perenne e incessante movimento che trasforma tutto e tutti, compresi me, te e i The Magik Way.