THE MELANCHOLIC YOUTH OF JESUS – Gush

 
Gruppo: The Melancholic Youth Of Jesus
Titolo:  Gush
Anno: 2013
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Ethereal Sound Works
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TRACKLIST

  1. Paralised
  2. Sugar
  3. Detroit
  4. Insensitivity
  5. Ultrasound
  6. Theme For Ambition
  7. Computer Girl
  8. Jaworzno
  9. I Took U In
  10. Crawl
DURATA: 34:23
 

Avevamo avuto modo di incrociare i lusitani The Melancholic Youth Of Jesus con l'uscita del singolo "Theme For Ambition", a cui nel 2012 sarebbe dovuto seguire il rilascio di un album, effettivamente poi dato alla luce solo sul finire dell'anno successivo e anticipato nuovamente da un'altra prestazione in formato ridotto intitolata "Detroit".

La band capitanata da Carlos Santos aveva già fornito una chiara idea di cosa volesse proporre in quell'antipasto iniziale, adesso assorbito in parte nella scaletta di questo "Gush" ("Theme For Ambition"), spiattellando in maniera evidente le voglie post-punk e shoegaze appartenenti al proprio sound; così come in "Afterparty", l'altra canzone che componeva quel primo singolo, aveva messo in mostra le striature "grungettone" che lo attraversavano.

La formazione riparte da quella base e confeziona un disco che alle già citate radici sonore aggiunge una componente noise indovinata e mai troppo invadente. Il lavoro contiene pezzi abbordabili e particolarmente fruibili come "Detroit", "Theme For Ambition", "Insensitivity" (accomunabile allo stile Placebo) e "Ultrasound". In altri casi le pulsioni divergono da quella formula melancolica dall'appiglio semplice, diventando dissestate e ossessive, come accade nella ciclica e meccanica "Computer Girl", o maggiormente sporche, oppressive e dense, come avviene in occasione delle tracce posta in apertura ("Paralised" e "Sugar") e del trittico finale dai toni cupi e darkeggianti composto da "Jaworzno", "I Took U In" e "Crawl".

"Gush", a dispetto di una durata non poi così estesa e una concezione a metà fra l'approccio radiofonico e quello intimista, è uno di quegli album che necessita comunque di tempo per venire assorbito integralmente, pur lasciandosi ascoltare senza troppi problemi. Il suo umore instabile lo arricchisce di fascino e ci consegna i The Melancholic Youth Of Jesus in un ottimo stato di forma: occasione che non andrebbe quindi sprecata, bensì gustata più volte nello stereo. Approfittatene!

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