The Men - Mercy

THE MEN – Mercy

Gruppo:The Men
Titolo:Mercy
Anno:2020
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Sacred Bones Records
Contatti:Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Cool Water
  2. Wading In Dirty Water
  3. Fallin’ Thru
  4. Children All Over The World
  5. Call The Dr.
  6. Breeze
  7. Mercy
DURATA:35:32

Dietro un nome apparentemente semplice come The Men si nasconde in realtà un mondo molto interessante. La band originaria di Brooklyn esordì una decina d’anni fa con il punk-noise claustrofobico di Immaculada, entrando presto nell’orbita di un’etichetta chiave nell’ambiente come la Sacred Bones Records, che pubblicò il successivo Leave Home, disco con cui entrò di fatto nell’elenco dei progetti più versatili della scena newyorkese. Da allora, la formazione si è stabilizzata con gli attuali quattro membri e ha pubblicato una manciata di album nel segno dello spregio per le più stringenti categorizzazioni musicali, flirtando con post-punk, country, hardcore e una serie di altre sonorità.

Con Mercy, il quartetto si presenta in una veste più intimista, recuperando un po’ dell’atmosfera che aveva caratterizzato l’EP acustico del 2013 Campfire Songs e portando in primo piano alcune delle influenze rimaste più in ombra nella maggior parte dei lavori precedenti. Il disco è registrato in presa diretta, con un approccio molto minimale e collaborativo. L’atmosfera è crepuscolare, il punk sembra essere solo un ricordo in sette brani molto diversi tra loro, caratterizzati da una sensazione di continuo movimento tra gli alberi di una foresta tutt’altro che silenziosa.

In maniera abbastanza inattesa, veniamo infatti accolti da un sound a metà tra una ballata degli Uriah Heep e alcune cose di Eddie Vedder in “Cool Water”, prima di lasciare spazio all’unico pezzo lungo dell’album: i dieci minuti abbondanti di “Wading In Dirty Water” riportano alla mente il rock settantiano alla Deep Purple con tanto di canonici intrecci tra chitarre e tastiera. Da lì, quando pensiamo di aver più o meno capito quello che i nostri amici The Men hanno in serbo per noi, veniamo completamente spiazzati da una malinconica colata di pianoforte che sa tantissimo di Nick Cave in “Fallin’ Thru”. Ci si tuffa così negli anni ’80 con “Children All Over The World”, caratterizzata da linee di chitarra decostruite ed effetti che offrono una versione perturbante di ciò che potrebbe essere un classico singolone synth rock dell’epoca. Viene poi il turno del country, del garage rock, completando il quadro di un album inafferrabile nella sua interezza, eppure tutt’altro che complicato.

Non è il caso di avvicinarsi a Mercy alla ricerca di quello che i The Men facevano ai loro esordi, molto meglio usare l’approccio giusto e lanciarsi alla scoperta delle nuove facce di una band costantemente alla ricerca di espressioni da fare proprie.

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