THE MOUNT FUJI DOOMJAZZ CORPORATION – Egor

 
Gruppo: The Mount Fuji Doomjazz Corporation
Titolo: Egor
Anno: 2012
Provenienza: Olanda
Etichetta: Denovali Records
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TRACKLIST

  1. Elevator Of The Machine
  2. Knock By The Stairs
  3. Cosmonaut (Rasputina)
  4. Glass Is Destroyed
DURATA: 01:08:56
 

I The Mount Fuji Doomjazz Corporation sono una sorta di seconda dimensione dei The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, due parti della stessa anima che non percorrono poi sentieri così paralleli, a dirla tutta s'incrociano spesso emotivamente. Dopo aver prodotto "Antropomorphic" nel 2011, album estremamente raffinato e ricercato nelle sue strutture ma potremmo dire sotto tutti i punti di vista, si cimentano in una prestazione live, registrata al Dom Theater di Mosca e composta da quattro lunghe tracce per oltre settanta minuti di musica, che confermano quanto la differenza sostanziale fra i due progetti sia relegabile a una precisa peculiarità: la composizione.

Nei The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble domina l'aspetto istintivo, l'irrequietezza e la sfrontatezza di soluzioni talmente istintive da divenire inattese o spiazzanti sono motivo trainante; nei The Mount Fuji Doomjazz Corporation la struttura dei brani è sì dotata parzialmente di tale caratteristica, si avvale però anche di uno sviluppo drone incline a far impazzire volutamente l'ascoltatore e possiede inoltre una formalità apparente che permette a chi s'inoltra in questo territorio sconfinato e pericolosamente seducente di avere sempre a portata di mano una propria chiave d'accesso.

Prendendo in considerazione l'aspetto legato alla strumentazione classica (basso, chitarra e batteria), le dinamiche e le ritmiche mantengono la volubilità e l'aspetto multiforme del passato, operando in maniera eccellente, non vi è nulla di fuori posto o passibile di critica nelle performance di Eelco Bosman (chitarra), Ron Goris (batteria) e Jason Kohnen (basso). I tre lasciano il compito di stupire e incantare alla voce di Charlotte Cegarra, capace d'infiltrarsi sui pezzi come fa la luce attraverso la fessura di un muro, uno squarcio delicato e profondo che incide un segno, rimarcato dalle ottime incursioni di trombone a cura di Hilary Jeffery; insieme donano un aspetto meno cupo a un sound che del suo umore scuro e dell'inquietudine fa il proprio marchio di fabbrica, grazie allo splendido lavoro della violinista Sarah Anderson e dell'elettronica sviluppata da Gideon Kiers.

Provare anche per un istante a catalogarli sarebbe riduttivo e abbastanza stupido. Free jazz? Dark ambient-drone? Sono questo e molto altro, siamo di fronte a sperimentazione pura e come tale avrà giustamente sia i propri ammiratori che gli accaniti detrattori. Qualunque sia la motivazione che vi porti a discutere di un gruppo simile, è l'arte che ne esce vincitrice, perché i The Mount Fuji Doomjazz Corporation quanto i The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble sono questo: arte allo stato puro. Ve ne consiglio quindi vivamente l'acquisto.

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