THE OFFERING – Home

Gruppo:The Offering
Titolo:Home
Anno:2019
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Century Media Records
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TRACKLIST

  1. Waste Away
  2. Lovesick
  3. Ultraviolence
  4. A Dance With Diana
  5. Failure (S.O.S.)
  6. Hysteria
  7. Glory
  8. Home
  9. Violets [traccia bonus]
DURATA:56:32

Di solito chi si avventura su queste pagine non lo fa nella speranza di leggere dell’ultimo album degli Avenged Sevenfold, del nuovo disco dei Trivum o del ritorno sulle scene degli As I Lay Dying, ma ciò non toglie che anche Aristocrazia possa presentare una manciata di articoli legati al metalcore. Si inserisce appieno all’interno di questo universo il debutto sulla lunga distanza dei The Offering, uscito alcune settimane fa per Century Media Records. E Home è proprio un disco che, non a caso, risente in maniera poco velata dell’influenza delle band citate.

Gli oltre cinquanta minuti di musica proposti testimoniano l’abbondante competenza e perizia tecnica del quartetto di Boston, tuttavia le radici da cui viene tratta linfa vitale si legano un po’ troppo saldamente a quanto fatto in passato da realtà oggigiorno tutte laccate, impomatate e decisamente mainstream, per cui in qualche momento la proposta non brilla particolarmente per originalità. D’altra parte vanno riconosciuti alcuni meriti ai The Offering: in primo luogo, ciò che li distingue fin da subito dal marasma di formazioni metalcore moderne è il rifiuto di piegarsi al cosiddetto filone djent, che abusa delle accordature inverosimilmente basse e di quei vuoti breakdown fatti di inutili rallentamenti e grunt privi di senso. Al contrario, Home possiede una discreta dose di elementi heavy metal (vicini anche alla produzione centrale degli A7X) così come sporadiche movenze al limite del death, che riescono nel tentativo di renderlo vario e diverso; “Lovesick”, “Failure (S.O.S.)” e “Violets” in questo senso costituiscono i migliori momenti dell’intero lotto, per il sottoscritto.

Fatta eccezione per i brani sopracitati, però, il resto della scaletta non è altrettanto convincente. A lasciarmi perplesso non sono state le malcelate movenze a metà tra Avenged Sevenfold, Slipknot e Disturbed più recenti dell’apripista “Waste Away” né tanto meno la confusamente multiforme “Ultraviolence” (all’interno della quale si alternano in maniera quasi disturbante le influenze heavy con quelle core, alla ricerca forzata del moderno), no, ascoltando a più riprese Home, è proprio la penultima traccia eponima con i suoi quattordici minuti — di tributo più che di originalità — a non centrare il bersaglio. Un dato assolutamente rilevante, visto che da sola costituisce un quarto dell’intera durata dell’album; pur nella sua varietà e con la presenza di qualche buona idea, il pezzo non riesce a redimersi in toto.

I punti di riferimento del quartetto di Boston non sono sbagliati, la rotta seguita non è completamente da ricalcolare, tuttavia c’è comunque del lavoro da fare prima di poter arrivare a essere in futuro una band coi controcoglioni come il potenziale tecnico fa sperare. Di certo una bella grafica (Dawid Planeta) o il debutto pubblicato direttamente su Century Media non rendono automaticamente un gruppo buono, a meno che non si chiami Vitriol. Home è, a conti fatti, un album solo a tratti sufficiente, che la dice lunga sulle capacità dei The Offering ma anche sulla loro confusione stilistica. Speriamo quindi in un secondo capitolo più umile, che non provi a essere g-g-giovane per forza e che si concentri su un genere invece di provare a conciliarne dodici.

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