THE SAND COLLECTOR – Lord Of The Sun

THE SAND COLLECTOR – Lord Of The Sun

Informazioni
Gruppo: The Sand Collector
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/thesandcollector
Autore: Mourning

Tracklist
1. Human Machine
2. Spirit
3. Lord Of The Sun
4. Jupiter
5. Who Laughs Now
6. Sexy
7. VII
8. VIII
9. IX

DURATA: 34:16

THE SAND COLLECTOR - Lord Of The Sun La band spagnola dei The Sand Collector suona uno stoner che per molti versi risulterà conosciuto agli appassionati del genere, dico ciò date le influenze che loro stessi si affibbiano e che rispecchiano quello che troverete all’interno del demo “Lord Of The Sun”.
I nomi fatti sono: Black Sabbath, Cathedral, Clutch, Neurosis, Mastodon, Down, Electric Wizard e direi che non è il caso di continuare una inutile quanto ovvia lista di line-up fondamentali per chi s’approccia a questo mondo ricco di sfaccettature.
Partono con il piede sull’acceleratore, l’opener “Human Machine” è una song di quelle killer, batte il ferro finché caldo miscelando melodia, furia e una gran prestazione del cantante Pepe Belda, un solo appunto: il riff portante non sarà mica derivato da “Fun Palace” degli Annihilator?
Fa la sua comparsa in dose massiccia il groove nella seconda “Spirit”, spessa ma dal chorus fatto per essere cantato a piena voce per il piglio catchy che lo alimenta, continua sulla stessa linea la titletrack addentrandosi ancor più in territori che attingono in atmosfere doom, il brano insieme alla prima traccia si evidenzia come l’apice all’interno della demo.
Il motore ormai gira al giusto regime e non fa che mantenerlo nelle successive “Jupiter” e “Who Laughs Now” che non si spostano da quanto già sentito dando apporto efficace e sostanzioso.
“Sexy” è divertente, con l’invito “Dancing Baby, Dancing Baby Sexy For Me”, la si potrebbe definire una canzone d’acchiappo?
Non toglie comunque nulla qualitativamente parlando a ciò che “Lord Of The Sun” ha dimostrato e che verrà confermato dall’ultima e più lunga “IX”.
Già, sarà la conclusiva a suonare ancora per noi dato che “VII” e “VIII” si limitano a un nulla, quattro secondi di vuoto a testa che daranno il là a sette minuti grevi scanditi da un riffing severo, s’innalzerà un inaspettato muro spesso che assecondando la voglia d’ascoltare del buon doom/stoner ci farà da valida compagnia suggellando con la sua nota decisiva la parola fine al lavoro.
La formazione in toto svolge i propri compiti con ordinata disinvoltura, le chiavi del riffing affidate alle mani dei chitarristi Julián Velasco e Fernando Ferre trovano risposta più che positiva sia in fase di stesura delle tracce che nelle esecuzioni solistiche, il comparto ritmico basso/batteria formato da Tano Giménez e Miguel A. Fernández è di quelli che non ama la monotonia, si mostrano dinamici e coinvolgenti nel proporsi dando un corpo solido su cui agire alle sei corde.
Tutto ciò trova realizzazione nella bella prova di Pepe Belda che si fa sentire a gran voce, è il caso di dirlo eccome, interpretando i brani con una vivida passione.
Totalmente autoprodotto, anche dal punto di vista del sound e dei volumi, “Lord Of The Sun” può far sì che i The Sand Collector si ritengano soddisfatti del risultato.
Come di frequente ormai accade, la band ha deciso di dar la possibilità di scaricarlo liberamente, troverete il link diretto in fondo alla loro pagina di Metal Archives.
Detto questo, se seguite e amate quest’onda musicale non avete più scusanti, dovete ascoltarlo.

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