THE SHIVER – A New Horizon | Aristocrazia Webzine

THE SHIVER – A New Horizon

Informazioni
Gruppo: The Shiver
Anno: 2010
Etichetta: Uk Division
Contatti: www.myspace.com/theshiverband
Autore: Mourning

Tracklist
1. In Obscurity
2. Crushing Down
3. Empty People Empty Words
4. The Fragile Sound
5. Nothing Left To Waste
6. Through This Cold Water
7. Leech And Flower
8. Answers
9. Feel Tomorrow’s Light
10. Desire
11. No Longer Here
12. Bring Me To The Horizon

DURATA: 41:41

THE SHIVER - A New Horizon Il fenomeno Nu Metal e Alt Metal è stato sul finire degli anni Novanta e inizi del nuovo millennio l’ondata che ha più di tutte colpito il mercato, molti album prodotti andavano a ricoprire posti privilegiati nelle classifiche di vendita e non sempre erano così ultracatchy come alcuni li definiscono (certo se uno ascolta solo black e death nella vita anche un martello pneumatico gli sembra svenduto al sound commerciale).
Gente come Disturbed ed Evanescence, formazioni dotate di due singer carismatici come Dave Draiman e Amy Lee, hanno fatto ad esempio fortuna, in tal senso i nostri laziali The Shiver me li ricordano non poco.
Ho scambiato più di una volta chiacchiere sullo space con i ragazzi, disponibili, molto simpatici e come tanti anch’io ero alquanto dubbioso sulla riuscita di un lavoro come “A New Horizon”, il mercato è ormai saturo di gente che si cimenta in prove metalliche dal gusto catchy, è quindi facile ritrovarsi solo l’ennesimo clone fra le mani.
Inserendolo nel lettore e ascoltandolo con attenzione è però emerso che la formazione, pur avendo appreso la lezione di quel periodo al meglio, non si limita a giocare con i soliti clichè dello stile.
Certo ci sono momenti, posti per lo più sul finire, in cui il sound tende a standardizzarsi provocando un rilassamento generale poco utile, è comunque evidente che i The Shiver provino riuscendoci in parte a mostrare una gamma di soluzioni intriganti, si passa da una ballad come “Through This Cold Water “, alla scatenante “Answers” in cui i pattern di batteria fanno la differenza potenziandola non poco al cospetto delle altre o si può intonare il coro di una coinvolgente “Nothing Left To Waste” a perdifiato facendosi trasportare come un ragazzino che ha solo voglia di sfogarsi.
Tre canzoni bastano a evidenziare le caratteristiche, tre non solo perché le reputo episodi migliori del disco ma in quanto racchiudono quello che i ragazzi in toto riescono a offrire, ogni altra ha un qualcosa che attiri e la renda collocata al posto giusto in una tracklist che scorre senza grossi intoppi.
Un album, “A New Horizon” orchestrato, organizzato ed eseguito in maniera professionale, la prestazione strumentale è di altissimo livello, le chitarre di Tocci sono perfette nel ricamare le trame adatte a supportare il vissuto empatico della stupenda voce di Faith, è lei il finale che innalza il valore dei singoli passaggi rendendo con le sue linee e il modo in cui le affida alle note le tracce dolci, accattivanti evitando di cadere nel tranello dello smielato all’inverosimile.
Se l’asse chitarra – voce svolge il proprio compito alla grande, l’assetto ritmico che Ale Paolucci (Raw Power) e Finch modellano è calzante e incalzante, grinta, potenza e dinamiche appropriate non mancano di sicuro a una coppia di musicisti che sa come e quando inserire quella pennellata in più per dare colore e vivacità al pezzo.
Fondamentale nella riuscita del disco è l’uso di synth e samples che Faith e Finch giostrano in modo da divenire componente di rilievo ma evitando al tempo stesso di calcare inutilmente la mano, la parola “equilibrio” sembra sia un dogma compositivo caro alla band che nel rispetto di tale principio fornisce una prova sotto quest’aspetto quasi impeccabile.
Possono sicuramenta andare lontano, i mezzi per dare visibilità a una proposta simile all’estero non mancano e il loro girare per l’Europa n’è una conferma, i The Shiver hanno le capacità per ripetere l’impresa storica compiuta dai Lacuna Coil conquistando il mercato americano.
Qualcuno potrà storcere il naso, poco importa, la musica quand’è di qualità, sia catchy o meno trova giusta accoglienza, abbia le borchie o giri in giacca e cravatta per il sottoscritto fa poca differenza, è l’arte che deve sempre e comunque vincere, non posso che dire supportateli.