THE STONE – Golet

 
Gruppo: The Stone
Titolo:  Golet
Anno: 2011
Ristampa: 2012
Provenienza:  Serbia
Etichetta: Satanic Deathcult Productions
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TRACKLIST

  1. Sekao Duboko, Zakopao Plitko
  2. All Graves Gaping Wide
  3. Nikad Bliži Smrti
  4. Golet
  5. Darkness Shatters Me Towards The Dead
  6. Pred Licem Novog Boga
  7. Barren Earth In Cold Death's Hands
  8. Humke
DURATA: 57:58
 

Cos'è la coerenza? Un'arma che talvolta ripaga e talvolta ti limita. Ci sono band nell'underground attive ormai da oltre una decade che meriterebbero maggior attenzione, alle volte sono loro stesse a frenarsi rendendosi fautrici di prove che gradisci e al tempo stesso ti lasciano un lieve retrogusto amaro in bocca, i serbi The Stone sono fra queste.

La formazione di Belgrado è fra le veterane della scena balcanica estrema, come altro definire un gruppo al quinto disco? "Golet" venne rilasciato nel 2011 tramite Folter Records, la versione che mi ritrovo fra le mani è però quella limitata in cassetta che la Satanic Death Cult Productions ha deciso di mettere in commercio nel 2012.

Non mi perderò in lunghe disamine, l'album ha un anno di vita, in molti lo conosceranno e per coloro che non avessero avuto modo d'impattare con il black spinto, che ama le accelerazioni, ma non disdegna d'allentare la presa di questi ragazzi potrebbe essere questo il momento giusto per farlo.

Il riffing di Demonetras e Kozeljnik è vario, ben assortito, regala sia fraseggi taglienti che ricchi di melodia mentre a far la reale differenza ci pensa l'operato dietro le pelli di L.G. che quando c'è da sferrare e pestare non si tira indietro, con Nefas a chiudere il quadro con un growl/scream che sa graffiare e rendersi fiero. Le premesse sarebbero dunque rosee se "Golet" non risultasse alla lunga in più di una circostanza prevedibile.

Nella composizione dei serbi è apprezzabile la capacità di offrire una prestazione genuina che affonda nei cardini del suono anni Novanta tirando in mezzo nomi quali i Dissection per l'impostazione frequentemente orientata in zona death e sfoggiata in più di un'occasione e la gestione dei frangenti che palesano o meno la violenza insita nelle tracce; due o tre episodi in tal senso spiccano più degli altri, parlo di "Sekao Duboko, Zakopao Plitko", "Darkness Shatters Me Towards The Dead" e la conclusiva "Humke", queste canzoni riassumono in pratica quello che odiernamente i The Stone hanno da offrire.

La cover anche in cassetta è rimasta invariata, con le quattro figure funeree che sembrano indicare l'avvento di chissà quale sciagura incombente con tanto di ambiente circostante ovviamente racchiuso all'interno di una bolla cromatica dalle tonalità grigio scure, canonico ma aderente alla musica, del resto non a caso ho tirato in ballo nella prima riga la parola coerenza.

In definitiva, se aveste già acquistato "Golet" in altro formato, questa sua nuova vita potrebbe attirarvi in qualità di collezionisti, il fruscio del nastro che scorre sulle testine che girano possiede un fascino intramontabile; i restanti invece potranno ponderare su quale tipo di supporto utilizzare per ascoltare un platter death-black che il suo compito lo svolge privo di cadute di stile, zero compromessi, solo buona musica.

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