THE SULLEN ROUTE – Apocalyclinic

THE SULLEN ROUTE – Apocalyclinic

Informazioni
Gruppo: The Sullen Route
Titolo: Apocalyclinic
Anno: 2011
Provenienza: Russia
Etichetta: Solitude Productions
Contatti: myspace.com/thesullenroute
Autore: Mourning

Tracklist
1. Hysteria
2. Selfish I
3. Burial Ground
4. Cynoptic
5. Dune
6. Tonight’s Avenue
7. All In October

DURATA: 48:47

THE SULLEN ROUTE - Apocalyclinic Avevamo lasciato i russi The Sullen Route solo un anno fa in occasione della recensione riguardante il debutto “Madness Of My Own Design”.
In quella circostanza si aveva fra le mani un album buono, piacevole all’ascolto ma privo di personalità e percorrente strade battute e ribattute, in una parola: canonico.
Con il secondo “Apocalyclinic” la storia cambia decisamente e adesso vediamo pure come.
La band al pari di un serpente sembra aver fatto la muta, buttata di lato la vecchia pelle si presenta con un sound che pur non disconoscendo il lato doom/death del passato si tinge adesso di venature gotiche, è capace di sviluppare striature progressive alquanto pregevoli e mostra in alcuni frangenti venature southern totalmente impreviste, è quindi una sorpresa continua.
Sette tracce ognuna degna di menzione, è però solo su quattro che voglio focalizzare la mia attenzione: “Hysteria”, l’opener mette da subito palesemente in vista i cambi attuati, rimangono la profondità e parte del sound scuro primorde, l’atmosfera però risente gradevolmente di influssi melancolici e la voce oltre alle più classiche linee in growl aggiunge delle soluzioni più agrodolci nei momenti riflessivi in cui è una sorta di “graffiato” che prende il controllo dietro il microfono.
Se il primo pezzo dell’album è già sintomo di una evoluzione interna evidente sia in fase di songwriting che di mentalità compositiva generale, con “Cynoptic” e il suo atteggiamento gelido, quasi distaccato emotivamente in cui è solo l’operato di Elijah ad aumentarne il “calore”, si denota una proposta che verte su dei suoni moderni, non so se l’aggettivo post sia adeguato, di sicuro è una visione alternativa che ben si sposa però con le più “inquadrate” ma comunque non prevedibili versioni southern con additivo rockeggiante che prende possesso di “Dune” e quella gothic riscontrabile nella più amara e velata di grigio “Tonight’s Avenue”.
È un gran bel passo in avanti quello compiuto dai The Sullen Route con “Apocalyclinic”, c’è però da precisare che il disco proprio per la sua natura così “diversa” dal solito, meno pressante, se non nella prestazione vocale, e incline a una “ripetitività” che assuefa con dolcezza, non è di quelle release da consigliare a chiunque, come superare tale “scoglio”? L’unica soluzione, come sempre del resto, è ascoltarlo più volte, riuscirete a entrare in contatto con ciò che sono adesso? Datevi una risposta.

Facebook Comments