THE SULLEN ROUTE – Madness My Own Design

THE SULLEN ROUTE – Madness My Own Design

Informazioni
Gruppo: The Sullen Route
Anno: 2010
Etichetta: Solitude Productions
Contatti: www.myspace.com/thesullenroute
Autore: Mourning

Tracklist
1. Dagon
2. Gates
3. I Come With The Rain
4. My Autumn Call
5. Sullen Route
6. Madness Of My Own Design
7. No Memories, No Matter
8. One Way For Burning

DURATA: 54:53

THE SULLEN ROUTE - Madness My Own Design La fucina russa in ambito doom non smette mai di produrre giovani leve e a quanto sembra è arrivato anche per i The Sullen Route il momento giusto per gettarsi nella mischia.
La band proveniente da Volgograd ci presenta così il debutto “Madness On My Own Design”, un disco di doom/death classico che più classico non si può, si attengono ai canoni dello stile in maniera esemplare dando vita a una prova intrisa di atmosfere scure dove sono le chitarre nel loro creare riff a fare la parte del leone.
La cosa potrà sembrare stupida ma in questo movimento i synth sono diventati un “orpello” quasi imprescindibile senza il quale l’effetto della sei corde risulta sminuito, probabilmente è stata la svolta sin troppo accentuatamente melodica di alcuni act a rendere questo percorso maggiormente fruibile e a creare quindi un proselitismo crescente.
Fatto sta che i ragazzi si muovono su un’onda che trova riferimento in formazioni del calibro di Mourning Beloveth, Officium Triste, Centurion’s Ghost ma che potrebbe ricevere riscontri positivi anche da ascoltatori del funeral di Evoken e Skepticism.
Le composizioni sono compatte e gelide, sin dall’incontro d’apertura con “Dagon” si viene a contatto con una percezione musicale matura il che è già più che una motivazione valida per proseguire il viaggio intrapreso con una dovuta e conquistata concentrazione da parte dei The Sullen Route.
Per quanto il platter tenda a non inventare nulla e a non distaccarsi minimamente da quelle che sono le basi storiche, essere affascinati da “I Come With The Rain” e “My Autumn Call” è alquanto facile proprio per l’oggettiva semplicità di una proposta che non ha bisogno di condirsi forzatamente per crearsi una credibilità.
D’altro canto però andando avanti oltre la conferma di quanto sia già venuto a porgersi all’udito troverete una titletrack più intima, espressivamente meno soffocante ma profonda conduttrice di una tristezza che sembrava sopita da quello schermo greve e malinconico che, in antecedenza, sovrastava le canzoni e che riprenderà a sorreggerle con la successiva “No Memories, No Matter”.
Suadente nel suo decadere melodico, si vivacizza grazie a un cambio di tempo inaspettato che la rende rivoltosa a dispetto di un iniziale stato d’animo arrendevole, tale mutazione avviene oltreppassata la metà del quarto dei quasi otto minuti dei quali è composta.
Saluto conclusivo all’ascoltatore, “One Way Of Burning” è il capitolo più esteso dell’album con i propri dieci minuti circa di durata, lo svolgersi dell’episodio non fa altro che ricordare ancora una volta quanto i The Sullen Route si sentano a proprio agio nell’abbinare a un appassionato amore per il doom/death quelle atmosfere che lo rendono dolciastro e obliante.
Pesante e fascinoso, con la buona produzione che gli è stata conferita guadagna ancora punti, come fare a non consigliarne l’acquisto diretto?
“Madness On My Own Design” non ha neanche bisogno di una presentazione vera, se infatti le band citate in testa alla recensione rientrano nei vostri on air abituali, i russi in questione non faranno altro che offrirvi ciò che desiderate accondiscendendo la vostra bramosia di doom.

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