THE WAKEDEAD GATHERING – Fuscus: Strings Of The Black Lyre

THE WAKEDEAD GATHERING – Fuscus: Strings Of The Black Lyre

 
Gruppo: The Wakedead Gathering
Titolo: Fuscus: Strings Of The Black Lyre
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. Into The Gyre
  2. Blood From The Earth
  3. Deepwoods Nonesuch
  4. Amnioticysts
  5. Lungwort
  6. The Harrowed Column
  7. An Ancient Tradition
DURATA: 37:19
 

Torniamo dalle parti di The Wakedead Gathering, nome dietro cui da ormai quasi una decade si nasconde sempre il solo Andrew Lampe, da Columbus (Ohio) e di cui vi abbiamo diffusamente parlato in passato. Nuovo album, stessa storia: death metal all'americana come (non) solo il periodo a cavaliere tra '80 e '90 ci ha saputo regalare.

Qualche vaghissima deviazione dal sentore death-doom sotto effetto di stupefacenti che sembra uscita da casa Acid Witch ("Deepwoods Nonesuch") o flirt con il funeral più primitivo che possiate immaginare ("An Ancient Tradition", non a caso pezzo da oltre nove minuti), il resto di "Fuscus: Strings Of The Black Lyre" è riffing impastato e sottoprodotto, come ce l'ha insegnato John McEntee, come ci piace a noi. I testi sono il solito minestrone di morte, maledizioni, misticismo, buio e atrocità di vario genere e tipo; l'illustrazione di copertina un insieme di figure che molto tempo fa avrebbero potuto essere umane — tra cui ci potrebbe essere una banshee, per gradire — e i suoni sembrano usciti dalla cantina della casa in campagna di nostra nonna.

Il problema è che va bene così, che se anche un singolo elemento tra questi mancasse, The Wakedead Gathering ne uscirebbe snaturato. «L'Adunata dei Morti» può funzionare solo in un modo, ed è quello che troviamo in questa ennesima manciata di canzoni uscite dal buco di culo più oscuro dell'umanità. Non fosse per qualche passaggio di chitarra troppo piatto, qualche plettrata un po' anonima, il nuovo album di Lampe potrebbe essere il disco amarcord dell'anno; non fosse per questi errori, però, il lavoro non sarebbe uscito così spontaneo e naturale, e con tutta probabilità non ci piacerebbe così tanto.

Poco importa che sia una roba per pochi, che abbia fatto il suo tempo, che ne abbiamo ascoltato talmente tanto che ormai dalla prima nota sappiamo dire cosa succederà da qui alla fine: "Fuscus: Strings Of The Black Lyre" è la terza fatica che Lampe manda in buca senza sbavature, ed è un album che farà felici gli amanti del death metal. Punto. Tutti gli altri possono andare a poserare altrove.

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