THE WAKEDEAD GATHERING – The Gate And The Key

 
Gruppo: The Wakedead Gathering
Titolo: The Gate And The Key
Anno: 2013
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. Outer Veil
  2. Autochton
  3. Hypgnosis
  4. Collector Of Memories
  5. The Hand, The Eye, The Tongue, The Heart
  6. Masquerade In Eminence
  7. Vertex I: The Gate
  8. Vertex II: The Key
  9. Absention
DURATA: 39:48
 

Andrew Lampe e i suoi The Wakedead Gathering hanno realizzato il secondo album, "The Gate And The Key". Noi di Aristocrazia li avevamo lasciati all'uscita dell'ep "Dark Circles", recensito da ticino1: sarà cambiato qualcosa? L'Americano avrà apportato migliorie alla proposta di questa creatura devota al verbo della vecchia scuola death metal? Dopo averlo ascoltato per un bel po', sembra proprio di sì.

L'artista statunitense in questo nuovo rilascio — ancora una volta supportato dall'etichetta nostrana I, Voidhanger Records — ha racchiuso nove pezzi che si nutrono palesemente del fervore maligno sia della scuola a stelle e strisce che di quella europea, ma stavolta dotati di uno sviluppo compositivo meno derivativo, grazie al buon lavoro svolto da Lampe.

L'alto tasso di marciume e atmosfere lugubri, ingabbiato in episodi come "Hypgnosis", i due capitoli a titolo "Vertex" e la conclusiva "Absention", offre una chiara manifestazione caratteriale di una band che non ha intenzione di abbandonare il proprio sentiero: non lascia trapelare nessuna voglia di fraternizzare con una pulizia del suono maggiore e mantiene intatta quella sensazione insalubre sinora rilevabile all'interno di tutti i lavori pubblicati. "The Gate And The Key" conferma il buon gusto in possesso di Mr. Lampe per quanto concerne l'utilizzo e l'inserimento di sezioni melodiche cattive e l'efficacia del suo cantato growl profondo e sgraziato che ben si adatta ai pezzi.

L'album in questione è con tutta probabilità l'opera più completa dei The Wakedead Gathering: nel complesso fa denotare il compimento di un piccolo e importante passo in avanti e nello specifico mette in risalto una maggior attenzione per ciò che riguarda l'ambito della produzione; aspetto che è sì rimasto fedele a un taglio ruvido e ferale, ma che pare aver assunto connotati lievemente più rifiniti.

Inutile girarci attorno: se il death metal classico fosse il vostro cibo quotidiano, "The Gate And The Key" dovreste quantomeno conoscerlo. Inoltre se aveste già apprezzato o acquistato quanto rilasciato da questa formazione nel recente passato, non vedrei motivo per il quale farvelo mancare in collezione. A meno che non rientriate nella categoria di persone capaci di confondere questo tipo di uscite col rumore.

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