THE WITCH – Black Flower Field

THE WITCH – Black Flower Field

 
Gruppo: The Witch
Titolo:  Black Flower Field
Anno: 2014
Provenienza:   Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Skeleton Soul
  2. Black Flower Field
  3. Hellride
  4. The Wizard Is Stoned
  5. From Here To Underground
DURATA: 23:24
 

Quello che non viene detto quando si ascolta un lavoro che affonda pesantemente il suo suono nello Stoner è che bisogna usare le cuffie per goderselo. Le casse simuleranno pure quella forza sonora da esterno, ma quando vi metterete gli auricolari per ascoltare questo "Black Flower Field", vi renderete conto che sotto a quel muro graffiante di distorsioni e di voce roca c'è tutto un mondo da scoprire.

I riff dei The Witch non negano spazio ad altre influenze nella gestione del loro album: nonostante la durata, il brano che porta il titolo del disco ricorda molto più l'heavy metal sporco dei Black Label Society (e in effetti andrebbero a nozze pure con Wylde), così come è possibile notare tracce di progressive per tutto il prodotto. L'animo contorto dei quattro simpatici francesi, però, trova la sua massima espressione con il pezzo d'apertura "Skeleton Soul" e con "Hellride", in cui sovrapposizioni e tempi ritmati si alternano ad assoli improvvisi e scale musicali che partecipano a dare una struttura solida e potente all'intero disco. C'è da dire che a volte questa sembra essere un po' forzata: viene esasperata a tal punto che — per fortuna — il gruppo la fa esplodere in passaggi più melodici e arpeggiati, senza far passar troppo tempo prima di riaffermare il suo stile duro e mantenuto.

Considerando che si tratta del secondo EP dei The Witch, il gruppo esprime molto bene delle idee interessanti che speriamo di riuscire a vedere presto canalizzate in un prodotto unico e completo. Un plauso anche alla realizzazione del libretto curato dalla stessa band: semplice e diretto, ma con un accompagnamento grafico complesso e disorientante, proprio come l'offerta sonora dell'album. Carina anche l'iniziale citazione di "Pulp Fiction", anche se, probabilmente, può essere definito come uno dei film più abusati per estrarre battute introduttive.

 

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