THECODONTION – Jurassic

Gruppo:Thecodontion
Titolo:Jurassic
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:WOOAAARGH / Xenoglossy Productions / Glossolalia Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Normannognathus Wellnhoferi (Crests)
  2. Rhamphorhynchus Muensteri (Wingset)
  3. Barosaurus Lentus (Sundance Sea Stratigraphy)
  4. Breviparopus Taghbaloutensis (Legacy Of The Trackmaker Unknown)
DURATA:08:23

Quasi la totalità di noi è stata, o è tuttora, affascinata dai dinosauri, ne sono certo. La nostra generazione e quella appena precedente sono state investite in pieno dal fenomeno Jurassic Park e ogni cameretta è stata protetta da qualche dinosauro di plastica o perlomeno ha contenuto qualche libro illustrato su questi affascinanti esseri viventi. Immaginare un T-rex calpestare ogni cosa oppure uno pterodattilo sfrecciare nei cieli è qualcosa che tutti, loro malgrado, hanno provato. Detto ciò, chi fosse ancora legato a queste visioni e contemporaneamente dotato di gusti musicali estremi non può lasciarsi sfuggire l’ultimo EP dei Thecodontion.

Questo duo, proveniente da Roma, si dedica alla produzione di sonorità apocalittiche, strutturate a partire dal solo utilizzo di basso, batteria e voce. Una matrice sonora che, emersa quasi sicuramente da qualche putrida pozza di fango preistorico, si nutre di velocità war metal e riff sega-ossa, intrisi di fetide distorsioni e pesanti come i passi di un brachiosaurus. L’EP, in puro stile grind, è composto da quattro tracce, per una durata complessiva che non raggiunge i dieci minuti. A livello narrativo, vengono evocati l’aspetto e la natura di diversi tipi di dinosauri e dei loro fossili, giunti a noi nelle situazioni più svariate: i primi due pezzi parlano di due diverse specie di pterosauri (categoria alla quale appartengono gli pterodattili e tutte le specie di sauri volanti), mentre gli ultimi due trattano di altrettante specie di sauropodi (sauri di terra).

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente tecnico del disco, nella mente del sottoscritto sono poche le opinioni a essere sopravvissute a questa breve, ma letale, caccia selvaggia. Tra voci profonde e cavernose, bombardamenti a tappeto e muri di basso, si notano dei brevi momenti in cui il ritmo si fa più cadenzato e ragionato, una piccola e solida diga posta ad arginare per qualche momento la marea war metal. Infatti, rispetto a un gruppo come i Revenge, i Thecodontion vantano un suono notevolmente differente, poiché non fanno alcun affidamento sulle chitarre ed esaltano al massimo la profondità del basso.

I dieci minuti scarsi di Jurassic, con la loro furia divoratrice e la loro carica martellante, sapranno sorprendere e soddisfare l’ascoltatore preparato a tali sonorità sospese tra grind e war metal e — soprattutto — doneranno un’aura minacciosa a quegli oramai dimenticati dinosauri di plastica, finalmente pronti ad assalirci dall’alto di qualche scaffale polveroso.

Facebook Comments