THORUN – Ep2010: Reprise | Aristocrazia Webzine

THORUN – Ep2010: Reprise

Informazioni
Gruppo: Thorun
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/thorunmusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. Cow Smashed In To Meat
2. Buried Under 15 Tonnes Of Rubble
3. Ghost Siren
4. Here Come The Robots
5. Look Mom! I Made A Death Machine
6. We Have Reached Critical Mass

DURATA: 27:03

Una band strumentale più per esigenza che per volontà? Così sembra, almeno questo è ciò che sono (momentaneamente, chissà?) i gallesi Thorun, i ragazzi dopo aver prodotto un ep di cinque tracce nel 2010, hanno deciso di fornire una seconda versione dello stesso con l’aggiunta di un pezzo in più e una produzione decisamente più incline a valorizzare la componente scura e possente del loro doom/sludge.
Ventisette minuti ricchi di ganci melodici, di solchi profondi, di un’attitudine che pesca in terra d’Albione attingendo dai sempreverdi Electric Wizard così come dagli americani che han fatto storia, vedasi Wino e i suoi The Obsessed; ascoltando i brani in apertura “Cow Smashed In To Meat” e “Buried Under 15 Tonnes Of Rubble” ci si può rendere conto di quanto siano stati attenti alle lezioni.
Dopo un breve interludio noisy a titolo “Ghost Siren”, è con “Here Come The Robots” che i Thorun riprendono la marcia doom, il pezzo è ancora più old nello stile, sono adesso i Black Sabbath il riferimento inequivocabile nel sound e nel groove, “Look Mom! I Made A Death Machine” sposta nuovamente il tiro aumentando gli ottani stoner, addensando l’atmosfera di un grigio cenere che si espande all’interno delle scanalature, tocca quindi alla conclusiva “We Have Reached Critical Mass” sorprenderci cambiando totalmente le carte in tavola, la traccia sembra uscita da una jam session fra Karma To Burn e Alice In Chains, c’è una sottile linea dolciastra che s’installa alquanto piacevole, il riffing scorre che è una meraviglia ma stavolta più che mai l’assenza della voce si fa sentire.
Se nel complesso questo “Ep 2010: Reprise” è un lavoro che soddisfa, che si fa ben ascoltare e che strumentalmente va benissimo così, il dubbio su quale tipo di cantante possa ricoprire il ruolo in una formazione come i Thorun a cui piace “girovagare” libera fra i vari settori del doom renderebbe la ricerca non proprio fra le più semplici, d’altro canto però l’acquisirlo potrebbe far diminuire quella magia e quel carico atmosferico di cui si fanno portatori, sono tutte congetture del caso, l’unica verità constatabile al momento è che i gallesi compongono buona musica e che se il buon giorno si vede dal mattino, qui stiam messi davvero bene.
Vedremo in futuro cosa sapranno regalarci, siamo aperti a qualsiasi dono da parte loro.