THREE MONKS – Neogothic Progressive Toccatas

 
Gruppo: Three Monks
Titolo:  Neogothic Progressive Toccatas
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. Progressive Magdeburg
  2. Toccata Neogotica #1
  3. Neogothic Pedal Solo
  4. Herr Jann
  5. Deep Red (Profondo Rosso)
  6. Profondo Gotico
  7. Toccata Neogotica #7
DURATA: 50:07
 

Album decisamente particolare e d'altri tempi quello che i personaggi celatisi dietro il nome Three Monks (e mai nome fu così azzeccato!) hanno rilasciato. "Neogothic Progressive Toccatas" è il gotico per eccellenza, ritualistico, magniloquente, è cultura musicale del passato che esalta lo strumento — a mio modo di vedere — più incline a ricreare atmosfere celebrative: l'organo a canne.

Organista e compositore della formazione, "Julius" (Paolo Lazzeri) si fa accompagnare in questa solenne proposta dal bassista "Bozosius" (Maurizio Bozzi) e dai batteristi "Placidus" (Roberto Bichi) e "Ursinus" (Claudio Cuseri), regalandoci una prova che sciorina eleganza e prepotenza, suono barocco e attimi dalle tinte horror in cinquanta minuti che fanno dell'umore progressivo degli anni Sessanta e Settanta una componente fondamentale per dinamicità ed espressività. "Neogothic Progressive Toccatas" è un disco non di semplice comprensione e assimilazione, è un viaggio che ci porta alla riscoperta di momenti storici e siti in cui quello strumento divenne figura solenne.

L'apertura "Progressive Magdeburg" rimembra la distruzione della Cattedrale di Magdeburgo durante i bombardamenti del 1943 da parte degli Alleati, adesso riscostruita e contenente nuovamente al proprio interno un organo: morte e vita collegate? Il rinascere dopo l'esser caduti. Con "Toccata Neogotica #1" il gusto compositivo dell'ungherese Franz Liszt viene chiamato in causa, il pezzo è carico di virtuosismo e non è un caso che venga dedicato ancora una volta a uno strumento, stavolta contenuto nella Cattedrale di Merseburg e che vide eseguite le prime opere sia del compositore citato che del suo allievo, nonché figlio del celebre costruttore d'organi Adolf Reubke, il tedesco Julius Reubke.

Basterebbero già questi due brani per intrigare e stendere l'ascoltatore, un'accoppiata che con classe e buon gusto non lascia scampo all'orecchio, seducendolo e conducendolo a sè. Con "Neogothic Pedal Solo" i Three Monks fanno anche di più, dividendo il pezzo in tre parti, nelle quali avremo il piacere d'incrociare un coro di monaci e un assolo di basso che mette in luce le qualità di "Bozius", mentre in "Herr Jann" si torna a decantare l'amore per lo strumento in questione con un'altra dedica appassionata, stavolta indirizzata a quello costruito nel 1989 da George Hann e sito nella Basilica di Waldsassen.

Gli amanti della cinematografia di Dario Argento e dei mitici Goblin non possono prescindere dall'ascoltare dapprima una variante interpretata magistralmente di "Deep Red" ("Profondo Rosso") e poi la rivisitazione in chiave gotica e decadente che le succede in "Profondo Gotico", a dir poco esaltanti. Si è arrivati al termine, manca solo "Toccata Neogotica #7", che funge da tributo al compositore e organista austriaco Anton Bruckner; come già avvenuto negli altri episodi, il modo di riverire omaggio a colui che li ha ispirati è colmo di rispetto, ma allo stesso tempo energico e imbrigliante.

"Neogothic Progressive Toccatas" è un lavoro particolarmente austero e la sua forma in un certo senso così elitaria potrebbe comunque trovare riscontri sia da parte di chi segue la scena goth-doom sia dagli appassionati di prog e di musica classica che abbiano la buona volontà di superare l'ostacolo legato all'assenza della voce e della chitarra. Ostico? Sicuramente. Ottimo? Decisamente e non avrebbe potuto essere che la Black Widow a supportare un'uscita simile. Avete bisogno di altri dettagli per fiondarvi ad acquistarla? Non credo.

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