THROES – This Viper Womb

 
Gruppo: ThrOes
Titolo: This Viper Womb
Anno: 2016
Provenienza: Australia
Etichetta: Aesthetic Death
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TRACKLIST

  1. Permanent Midnight
  2. Shock To The Guts
  3. Dead Lights
  4. Conscience Make Cowards
  5. Nothing Left For The Vultures
  6. Nowhere Else
  7. This Viper Womb
  8. Lavish The Anguish
  9. Feed It
  10. D.N.A. Corruption
DURATA: 1:06:41
 

Nell'ampissimo universo musicale odierno, ci sono ben poche cose che mi infastidiscono e spesso non hanno nemmeno a che fare con la musica di per sé; tuttavia, per quanto io cerchi di evitarle, a volte mi tocca scontrarmici, come è accaduto con i ThrOes.

In tutta onestà, il debutto di questo progetto di Trent Griggs non è assolutamente un brutto album. Un po' prolisso, non sempre convincente e con diversi dettagli migliorabili, ma rimane un disco assolutamente sopra la sufficienza. Guadagna ulteriori punti per il coraggio di andare oltre schemi predefiniti, partendo da una base fatta di Black Metal dissonante e assorbendo elementi Prog, Doom, Rock, Sludge, Hardcore, Industrial, Post- e quant'altro. "This Viper Womb" è indubbiamente il risultato di un lavoro tutt'altro che superficiale: lo si sente dalla cura con cui si sviluppano le linee di basso che spesso offrono un ottimo groove estraneo al genere di partenza, dalla presenza di Kevin Talley (nome che voi metallari esperti dovreste conoscere anche più di me) alla batteria, dalla vocalità corrosiva dovuta alla combinazione di uno scream tipicamente Black Metal e di urla più orientate all'Hardcore e in generale dalla volontà di proporre qualcosa di personale.

Fin qui tutto bene, ma arriviamo al tasto dolente: il signor Griggs ci si presenta auto-definendo la sua creatura «Dissident Metal», etichetta dovuta al suo personale rifiuto dei canoni preimpostati dalle varie suddivisioni in generi e sottogeneri che — a detta sua — porterebbero a una situazione di stallo nella scena musicale, seppur con alcune eccezioni. Il punto è che quando tutto questo arriva da chi in fin dei conti non fa altro che prendere pezzi di qua e di là e metterli insieme in una qualche maniera — per di più non così unica come ostentato — mi sembra un po' pretenzioso e per certi versi fuorviante. Ascoltare "This Viper Womb" avendo in mente queste dichiarazioni sembra quasi togliergli del valore, poiché non rispecchia fino in fondo gli intenti espressi dall'artista; certamente, stiamo parlando di un disco che ha una buona personalità, tuttavia non più di tantissime realtà del panorama musicale ed è comunque cosa ben diversa dall'originalità tanto sbandierata. Il discorso mi sembra molto più ampio e complesso di quanto espresso da ThrOes, che quindi per il sottoscritto si ritrova con fondamenta ideologiche piuttosto deboli.

L'altro problema — aggravato dal contesto in cui si presenta, comunque di per sé già importante — è che l'album è lontano dall'essere perfetto. In qualche frangente le chitarre suonano poco interessanti, se non addirittura banali; spesso il basso riesce a colmare questi vuoti, tuttavia ci sono momenti in cui il tutto non ha il mordente di cui avrebbe bisogno. Qualcuno potrebbe anche essere infastidito dalla particolare attenzione alle voci che vengono enfatizzate dalla produzione quasi a discapito del resto, scelta particolare che personalmente invece ho apprezzato. Infine, i brani non sempre riescono a essere coinvolgenti e alcune fasi non molto intense e prolungate senza motivo finiscono per annoiare, a maggior ragione se il disco arriva a superare l'ora di durata, quando con qualche lungaggine in meno il difetto sarebbe stato molto più limitato.

D'altra parte, i ThrOes mettono in mostra diverse buone qualità, in particolare per le ritmiche variegate che spaziano tra rallentamenti, accelerazioni e talvolta tempi non convenzionali; è soprattutto il basso a porsi come cuore pulsante dei brani, supportato dalle indubbie abilità di Talley che si adegua senza fatica alle variazioni stilistiche. Inserti di tastiera e di chitarra acustica sono abbellimenti che solo in rare occasioni fanno la propria comparsa, e che forse però avrebbero meritato maggiore spazio in un lavoro che — nonostante il quantitativo di elementi in gioco — non sempre è in grado di risultare interessante.

In definitiva, "This Viper Womb" non è da bocciare, potrebbe anzi essere apprezzato da chi è alla ricerca di artisti con una personalità propria; se poi riuscirete a spogliarlo del contesto a cui è stato appiccicato sono sicuro che potrete godervi i suoi momenti migliori senza fatica. Dal canto mio preferisco tuttavia andarci cauto e aspettare gli sviluppi futuri, che spero faranno maggiore chiarezza su ciò che ThrOes realmente è.

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