THROMDARR – Electric Hellfire

 
Gruppo: Thromdarr
Titolo:  Electric Hellfire
Anno: 2011
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
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TRACKLIST

  1. Electric Hellfire
  2. Burn For The Eternity
  3. Into The Night
  4. Overture Of Destruction
  5. Parade
  6. Farewell Dear Nothing
  7. Oasis Of Desperation
  8. For All Those Who Dig My Grave
  9. Warriorsoul
  10. Heart Of Darkness
DURATA: 54:35
 

I Thromdarr sono in pratica una succursale degli Skepticism, ben quattro dei sei elementi in formazione vengono dalla formazione o sono ex membri che hanno orbitato all'interno del progetto funeral doom. La band nasce nel 1989, ma negli anni Novanta si limita alla produzione di una serie di demo che porteranno risultati più consistenti solo con l'arrivo del nuovo millennio e l'uscita del debutto "NorthStorm Arrives". Altro demo e letargo per ben sette anni prima di rimettere in piedi la situazione, siamo nel 2008, viene pubblicato un promo esclusivo per le etichette e finalmente nel 2011 dopo aver siglato un accordo con la connazionale Violent Journey di Vesa, ecco giungere a noi il secondo disco "Electric Hellfire".

Niente doom né tempistiche dilatate, quadrate e monolitiche da funerale, il territorio battuto dai finnici è quello death a tinte black, dieci tracce che pescano un po' da tutti gli stili avvalendosi di frangenti più heavy, inserti ritmici tendenti al thrash, pulsione scura del black e una matrice death old school melodica a fare da base a un riffing dall'ampio spettro espositivo.

Sin qui nulla da ridire, i Thromdarr data l'esperienza sul campo riescono a infilare dei buoni pezzi, "Burn Of The Eternity", "Into The Night", "Overture Of Destruction", "Parade", "Oasis Of Desperation", "Warriorsoul" e "Heart Of Darkness", come potrei citarle se non per dire bella prova, cosa manca? La hit o meglio le hit, quei due o tre pezzi che facciano da traino al disco. Non c'è un brano che sia realmente memorabile, c'è una discreta aura vichinga che in certi casi ricorda gli Amon Amarth, c'è il buon uso fatto dei sintetizzatori in fase d'accompagnamento, ma è assente quel ritornello che ti rimanga in mente, quel riff che in mezzo agli altri divenga un chiodo fisso nella testa, in pratica ciò che fa la differenza fra un album nella media o di massa e uno che ha un valore ben al di sopra, capace quindi di elevarsi superando facilmente la soglia della sufficienza.

I Thromdarr non sbagliano, sono formalmente preparati e godono anche di una produzione indovinata, nè troppo pulita nè troppo sporca, una via di mezzo che rende sia negli affondi che nel puntare di fioretto, tuttavia da una band che ha oltre vent'anni di vita ci si attende quello stacco, la spallata in più di cui stavolta non v'è presenza. Consiglio comunque agli amanti del panorama estremo melodico di offrir loro una possibilità, soprattutto chi segue le uscite death e melodeath potrebbe trovare parecchi spunti interessanti in "Electric Hellfire".

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