THRONE OF HERESY – Realms Of Desecration

 
Gruppo: Throne Of Heresy
Titolo: Realms Of Desecration
Anno: 2013
Provenienza: Svezia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook  Youtube  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Morning Star
  2. Spawn Of Atrocity
  3. Souls To Suffer
DURATA: 13:43
 

Gli svedesi Throne Of Heresy si sono rimessi subito in marcia: dopo averci regalato nel 2012 il debutto "The Stench Of Deceit", si rigettano nella mischia con il mini "Realms Of Desecration", che porta con sé un paio di novità. La formazione ha mantenuto la sua ossatura ritmica composta dal bassista Björn Ahlqvist e dal batterista Mathias Westman, così come le asce a sua disposizione (Tomas Göransson e Ted Sjulmark), mentre ha cambiato l'uomo dietro al microfono, infatti non troviamo più Kristoffer Larsson, bensì Thomas Clifford.

Se la prima variazione la si può riscontrare nella più classica sostituzione di musicisti all'interno dell'organico, quella che più ci interessa è legata all'aspetto melodico ancora più in evidenza e all'impatto di alcune sezioni dalle venature annerite, già presenti e ben amalgamate nell'assetto martellante di molte delle canzoni contenute nell'album. Il marchio di fabbrica non è mutato: i neanche quindici minuti sono segnati a ferro e fuoco da una vena prettamente svedese, capace di divenire più epica e sentita nel pezzo posto in apertura "Morning Star" o assumere connotati più severi e marcescenti nella pesante "Spawn Atrocity", alla quale succede l'ancor più maligna "Souls To Suffer", episodio in cui mi preme sottolineare l'ottimo operato svolto dalla solistica, abile nell'intarsiare melodie affascinanti nel suo scuro e lento scorrimento.

I Throne Of Heresy vi porteranno alla mente tanti compagni di battaglia, gente come Grave, Entombed, Unleashed, Hypocrisy, ma anche Amon Amarth e Dissection: è quindi sin troppo derivativa la loro proposta? In "Stench Of Deceit" lo era, tuttavia lo dissi al tempo e lo ripeto ora: si trattava di uno di quei cd che inserisci nello stereo volentieri e lo stesso discorso vale per questo "Realms Of Desecration" che — pur avvalendosi di sole tre tracce — evidenzia come il gruppo abbia fatto un notevole passo in avanti per quanto riguarda la produzione. Markus Skroch ha compiuto un lavoro pregevole, fornendone una ruvida, ma in grado di garantire una buonissima definizione dei suoni. Thomas Clifford invece è il cantante adatto a sfoderare sulle canzoni un growl-scream potente e dinamicamente vario.

Gli amanti del genere devono tenere d'occhio questi Scandinavi, poiché hanno dato per ben due volte riprova di essere una band che meriterebbe il supporto di un'etichetta discografica seria. Dato però che queste ultime sembrano nicchiare, almeno chi segue questo mondo con passione dovrebbe attivarsi tramite l’acquisto o la visita alla pagina Bandcamp per approfondirne la conoscenza.

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