Throneum - Oh Death... Oh Death... Determinate, Preach And Lead Us Astray...

THRONEUM – Oh Death… Oh Death… Determinate, Preach And Lead Us Astray…

Gruppo:Throneum
Titolo:Oh Death… Oh Death… Determinate, Preach And Lead Us Astray…
Anno:2020
Provenienza:Polonia
Etichetta:Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Alpha:Soulside-Space-Stream
  2. Beta:AGLA-On-Tetragrammaton
  3. Gamma:Agla-ON-Tetragrammaton
  4. Delta:Self-Appointed-Grandeur
  5. Epsilon:Agla-On-TETRAGRAMMATON
  6. Zeta:Archangel-Lucifer-God
DURATA:40:41
Di gruppi blackened death metal ne sono passati parecchi da queste parti, eppure il decimo — avete letto bene — lavoro dei polacchi Throneum riesce a infilarsi in una minuscola zona di confine tra i due generi, così sottile che veramente è difficile restare in bilico senza sbilanciarsi troppo da una parte oppure dall’altra. In ogni caso, Oh Death… Oh Death… Determinate, Preach And Lead Us Astray… ci riesce alla perfezione.

Al trio di Bythom, oltre ai titoli lunghi che ci metto circa venti minuti a scrivere, pare piacere moltissimo il black atmosferico, carico di riverberi e solenne, così come la violenza del death metal più classico. Riescono a fondere i due generi con una maestria che definirei chirurgica, che quasi non ci permette di capire dove finisca l’uno e cominci l’altro, per cui non vale nemmeno la pena provarci: è un mostro di Frankenstein ricucito alla perfezione.

Basta già solo “Alpha:Soulside-Space-Stream” per dare un’idea piuttosto esaustiva di cosa intendo, ma pensare che tutto il disco si mantenga prettamente su questa linea senza alcuna eccezione sarebbe comunque sbagliato. Già “Beta:AGLA-On-Tetragrammaton” abbandona i riff e, nel suo minuto e mezzo di durata, ci propone interamente dei suoni cosmici e spaziali, mentre il successivo intermezzo “Gamma:Agla-ON-Tetragrammaton” ci accoglie con un solenne e intensissimo pianoforte degno dei migliori passaggi gothic, quand’ecco che il sogno viene spezzato da “Delta:Self-Appointed-Grandeur”, che ci riporta sulla via intrapresa in precedenza, sorprendendoci però prima con un’eterea, lontana voce femminile che rammenta il letale canto delle sirene nell’Odissea, e poi con un bello scheletro di possenti cori maschili.

Tra le particolarità di Oh Death… bisogna citare la notevole durata dei tre brani principali (siamo intorno o oltre i dieci minuti), cosa che non accade spesso nel death metal, il cui scopo principale è solitamente andare, distruggere e non fare prigionieri. L’ultimo intermezzo strumentale intitolato “Epsilon:Agla-On-TETRAGRAMMATON” ci catapulta invece in un film horror-thriller degli anni Cinquanta-Sessanta, poi le mazzate ricominciano per altri otto minuti con l’ultima, lenta e scandita traccia, dedicata ovviamente a SaDana. Anzi, facciamo sei, visto che le battute finali sono prettamente atmosferiche.

Oh Death… non è un disco che si può inquadrare immediatamente, occorre più di un ascolto per iniziare a carpirne il filo logico. Se siete puristi del death, probabilmente non vi piacerà; se invece amate le sperimentazioni in bilico tra due mondi e stracariche di atmosfere, raccomandiamo caldamente di farlo ripartire in loop almeno due o tre volte perché ha molto, molto da dire. Se poi state cercando ispirazione su come non arrugginire dopo più di vent’anni di carriera, l’ascolto diventa d’obbligo e i Throneum vanno presi da esempio.

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