THRUSTOR – Abysmal Fear

THRUSTOR – Abysmal Fear

Informazioni
Gruppo: Thrustor
Titolo: Abysmal Fear
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Emanes Metal Records
Contatti: facebook.com/pages/THRUSTOR/184985514868156
Autore: Mourning

Tracklist
1. Struck By The First Stone
2. Brutal Assault
3. Shroud Of Blasphemy
4. Into The Blackest Hate
5. Tormented Contradiction
6. Abysmal Fear
7. Nocturnal Within (Forever Dark)
8. Burnt Offerings
9. Screws To The Skull
10. Chamber Of Lost Souls

DURATA: 49:26

Quando la noia ti colpisce c’è poco da fare, la situazione diventa irrecuperabile, guardi in tutte le direzioni e speri che il disco finisca in fretta. È brutto dover iniziare una recensione con un’affermazione simile, è altrettanto spiacevole però pensare che un lavoro capace in prima battuta di farti provare delle discrete sensazioni sul lungo periodo si sia poi rivelato una delusione non da poco.

I Thrustor — progetto creato dai due fratelli Sardo, Tony (basso e voce) e Phil (chitarra e voce), entrambi musicisti attivi nell’underground statunitense dagli anni Ottanta con la creatura omonima e con gli Sceptre (da non confondere con quelli autori di “Rise To Power” e “World Record”) — furono dati alla luce sul finire degli anni Novanta con la pubblicazione del debutto “Night Of Fire” (1999), successivamente una lunghissima pausa li ha visti in fase di letargo per poi riprendere l’attività vera e propria con questo secondo full intitolato “Abysmal Fear”, rilasciato a distanza di ben tredici anni dal precedente.

Musicalmente abbiamo una formazione che spinge e sfodera una prestazione power/thrash pesante, tanto da ricordare un incrocio fra Slayer, Testament e Nevermore in più di una circostanza. Il problema di fondo è che, dopo aver ascoltato il brano d’apertura “Struck By The First Stone” e avere saggiato le qualità espositive dei musicisti in questione, ciò che segue è un “format” ripetuto più e più volte. Il batterista per l’occasione Tomasz Pilasiewicz è esecutivamente molto bravo, ma dinamicamente alquanto statico, utilizzando troppi mid-tempo e varianti in blast-beat di cui non capisci il motivo che aumentano una pressione che poi tornerà a essere uniforme. La voce di Phil è piatta, il cantante si esprime con una tendenza monocorde che non aiuta i brani a uscire dalla mediocrità che li avvolge. Il riffing è prestante e discretamente elaborato, mentre il lavoro di basso a cura di Tony è spesso in rilievo.

Tecnicamente non riesco a trovare una lacuna all’operato del trio che però non emoziona, infatti è tutto così impostato da divenire prevedibilissimo e una canzone come “Shroud Of Blasphemy” vale quanto “Nocturnal Within (Forever Dark)”, sono praticamente intercambiabili. Neanche lo strumentale “Screws To The Skull”, che ti auguri provi almeno a spezzare l’andazzo, riesce a mutare quella sensazione di immobilità che frena, inoltre sei minuti sono più di quanti ne servirebbero e alla fine non fanno altro che alimentare la noia già dilagante. Proprio così, dilaga e tra le tante altre cose a darle una mano in tal senso c’è da tenere in considerazione pure la durata complessiva che purtroppo si aggira intorno ai cinquanta minuti e sembra sia “l’asso di bastoni” preposto a chiudere i giochi in negativo per i Thrustor, l’ennesimo fattore che aggrava la situazione.

È un peccato dover definire insufficiente, o magnanimamente al limite con la sufficienza, un “Abysmal Fear” consegnatoci da artisti che per le doti in possesso avrebbero potuto fare molto ma molto meglio. Certo la produzione è ottima e in generale i suoni sono veramente convincenti, tuttavia possono bastare simili sparuti elementi positivi per accattivarsi l’ascoltatore? Direi proprio di no, rimandati alla prossima.

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