THY LIGHT – No Morrow Shall Dawn

 
Gruppo: Thy Light
Titolo:  No Morrow Shall Dawn
Anno: 2013
Provenienza: Brasile
Etichetta: Pest Productions
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Suici.De.spair
  2. Wanderer Of Solitude
  3. No Morrow Shall Dawn
  4. Corredor Seco
  5. The Bridge
DURATA: 41:10

Negli ultimi mesi abbiamo conosciuto bene la Pest Productions, con le sue preferenze stilistiche e le sue ramificazioni sempre più internazionali. Tra le addizioni più note all'estero figura sicuramente il progetto brasiliano Thy Light, creatura del polistrumentista e compositore Paolo Bruno.

Aiutato nei testi da Alex Witchfinder, Bruno aveva finora rilasciato solo il demo "Suici.De.Pression" nel 2007, quest'ultimo è stato ristampato dalla Pest l'anno scorso (e recensito qualche mese fa da M1). "No Morrow Shall Dawn" è l'album di debutto dei Thy Light — anche se il precedente si aggirava comunque sulla quarantina di minuti — e cerca di inserirsi, già dal titolo, nel filone concettualmente più vicino al brasiliano: il black metal depressivo.

L'atmosfera è tuttavia abbastanza diversa rispetto al demo, se vogliamo leggermente più sofferente, mentre qui l'ambiente si fa meno oppressivo e addirittura a volte sembra di vivere momenti di quiete e meditazione. Strutturalmente si tratta di due dischi simili: cinque tracce, la prima delle quali è un'introduzione al corpo principale dell'opera dove ci sono brani che si sviluppano sui dieci minuti (a parte "Corredor Seco"). Qui l'introduttivo "Suici.De.spair" riprende il discorso semantico del lavoro precedente e apre per "Wanderer Of Solitude", forse il pezzo più completo dell'album.

C'è da dire che "No Morrow Shall Dawn" si discosta dai canoni del sottogenere e a tratti si affaccia senza timore su lidi atmosferici e generalmente più lenti di quelli del debutto. Le stesse grida di disperazione che avevano caratterizzato il progetto Thy Light al tempo si sono rarefatte e ora fanno parte di una sorta di meditazione armoniosa, nella consapevolezza di un oblio che viene ribadito nella traccia che dà il titolo all'album, forse la più vicina al "canone" (e che vede inoltre la collaborazione di Tim Yatras degli Austere alla voce):

My definitive end
No morrow shall dawn
Forever forgotten
Entombed in the dusk
.

Nonostante il progetto sia spesso e volentieri promosso come depressive black metal, si tratta di una proposta variegata e che più di una volta sconfina in altre aree limitrofe. Mi trovo d'accordo con M1 quando definisce Thy Light come qualcosa libero dalle catene di una facile classificazione; in questo album forse è possibile scorgere ancora di più i motivi che hanno portato il brasiliano tra le braccia dell'etichetta cinese. Disco consigliato se siete ascoltatori di black metal dalle tinte tristi e cercate qualcosa di meno black.

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