THY WINTER KINGDOM / PERMIXTIO – Gnosis / Resurrezione

 
Gruppo: Thy Winter Kingdom / Permixtio
Titolo:  Gnosis / Resurrezione
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Tears
Contatti: Sito Etichetta
 
TRACKLIST

  1. Thy Winter Kingdom – Mourning Star
  2. Thy Winter Kingdom – The Serpent's Spell
  3. Thy Winter Kingdom – P.O.S.
  4. Thy Winter Kingdom – The Dance Of The Ancient Queen
  5. Permixtio – Resurrezione I
  6. Permixtio – Limbo
  7. Permixtio – Resurrezione II
DURATA: 42:59
 

Gli split sono uscite che spesso vengono ingiustamente sottovalutate e relegate ad un ruolo di secondo piano all'interno di una discografia. Dico ingiustamente perchè, pur appurato che alcuni di questi dischi non aggiungono effettiva qualità alla produzione di un gruppo, in altre occasioni essi contengono piccole perle di indiscutibile valore. La release di cui mi accingo a parlarvi unisce due compagini nostrane che, nonostante le differenze stilistiche, danno vita a un percorso fortemente concettuale e radicato: i liguri Thy Winter Kingdom, che tornano dopo ben otto anni dalla loro ultima fatica, e Permixtio, one-man band veneta che ha da poco deciso di interrompere le attività e il cui testamento è proprio questo split. Nel 2004 i Thy Winter Kindgom avevano segnato il panorama Black Metal italiano con l'uscita dello splendido album "Opus II – Innerspectrum", un disco che, per quanto derivativo, splendeva di luce propria.

"Gnosis", la parte dello split ad opera del trio ligure, si apre con "Mourning Star" che, nonostante brevi interventi corali in una vocalità sghemba che potrebbe ricordare i Ved Buens Ende e brevi stacchi atmosferici dal sapore cosmico, si rivela subito incisiva, tagliente e devota al Verbo più feroce, gelido e primitivo del Black Metal scandinavo, impregnata di quell'aura malsana e oscura che da sempre permea il pulsante cuore nero di questo movimento. Con "The Serpent's Spell" ci viene rivelata un'attitudine decisamente più morbosa ed apocalittica, un muro sonoro (incredibilmente potenziato dalla puntualissima presenza di un basso sempre in ottima evidenza) marziale, roboante e mortifero che si abbatte senza pietà sull'ascoltatore, mentre "P.O.S." è una costruzione disturbante e particolare, impostata su una nervosa alternanza tra vocalismi lirici e parti Ambient che, per certi versi, può ricondurre agli sperimentalismi malati dell'immensa Diamanda Galás. "The Dance Of The Ancient Queen" è il pezzo che mette fine alla parte di split dedicata ai Thy Winter Kingdom: questa volta abbiamo a che fare con una lenta marcia di guerra, opprimente e cadenzata, musicata tramite un'esposizione profondamente funerea e pesante come un mastodontico macigno, in puro stile Doom. Una sorpresa piuttosto inaspettata, invero, ma assai funzionale all'insieme.

Apriamo ora il capitolo che concerne Permixtio. Umbra, il mastermind del progetto, era già stato ospite delle nostre pagine quando il sottoscritto ebbe il piacere di recensire il full "Il Canto Dei Sepolcri" che, ancora oggi, considero come un disco di superba fattura. Cambia il contesto, ma rimane inalterata la forza intrinseca nei tipici toni lo-fi da cui sgorga inarrestabile l'incorruttibile trascendenza mistica che già operava nel disco sopracitato. In "Resurrezione I" e "Resurrezione II" è piuttosto evidente il tributo che Permixtio ha sempre pagato a realtà estremamente intime e foriere di un certo tipo di intendere il Black Metal come Xasthur, Leviathan e Forgotten Woods anche se, in realtà, qui ci troviamo di fronte ad una sensibilità enormemente più limpida e sacrale, con una profondità immaginifica ed empatica assolutamente impossibile da descrivere. Siamo lontani dalla classica valenza che la nomenclatura Depressive porta in grembo perchè qui la musica non è spudoratamente volta all'instillare dolore, ma piuttosto è un tentativo di ricreare nello Spirito un'atmosfera nebbiosa e lugubre, un terrificante maniero in cui rinchiudere le proprie consapevolezze, un'imponente ed inarrestabile rinascita entropica. "Limbo" è invece un brano più meditativo, un ritratto plumbeo, decadente e grigiastro in cui, tramite l'utilizzo del solo pianoforte, i lievissimi spiragli di luce vengono strangolati da un immediato sprofondare in desolati ed inconsistenti abissi spirituali al cui interno, dal Nulla, sopraggiungono la Vita, il Caos e la Morte.

Io non ho più parole da spendere al riguardo di tale disco che è un pozzo talmente profondo e sfaccettato che sarebbe semplicemente folle poter pensare di descrivere con qualche riga di testo. Ciò che posso dirvi è che questo split è davvero una gemma nera. A voi ora la scelta: presterete la giusta attenzione all'atavico richiamo oscuro della Fiamma?

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