TIME LURKER – Time Lurker

 
Gruppo: Time Lurker
Titolo: Time Lurker
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Les Acteurs De L'Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Rupture
  2. Judgement
  3. Ethereal Hands
  4. Reborn
  5. No Way Out From Mankind
  6. Passage
  7. Whispering From Space
DURATA: 48:57
 

Ormai le uscite targate Les Acteurs De L'Ombre non stupiscono più: la LADLO, come le piace farsi chiamare, è un'etichetta che da sempre tiene alta l'insegna del black metal transalpino, andando a pescare nomi molto spesso misconosciuti e al debutto, e raramente, forse proprio mai, ha sbagliato un colpo.

Time Lurker è una one man band che si infila perfettamente in questo filone: fino a ora solo un EP, "I", pubblicato su Bandcamp e Youtube, e nient'altro. Ecco allora che l'etichetta si premura di rendere disponibile quel materiale, unito a un secondo EP di cui non si trova quasi nessuna informazione ("II", teoricamente, con tutta probabilità un promo spedito soltanto alle case discografiche), in un'unica soluzione e in formato tangibile. Largo, quindi, a un CD che viene classificato come album di debutto eponimo. E che debutto!

Il black metal atmosferico ormai è inflazionato, spunta in tutti i cantoni, viene fuori dalle fottute pareti, ma grazie allo spirito maligno continua a esserci gente che sta sufficientemente male da comporre, suonare e registrare musica di livello, ed è proprio il caso dell'alsaziano Mick.

Chi sia non si sa, anche se qualche informazione circostanziale in più si può trovare in giro per l'Internet, tuttavia di sicuro sappiamo cosa sia: un bravo metallaro. I riff lunghissimi e circolari tipici del genere abbondano, e le canzoni — che viaggiano tra i tre e gli undici minuti — vivono di continui crescendo di atmosfera e ottime interpretazioni vocali. Plurale, perché il Nostro ha deciso, per raggiungere le diverse espressività e sfumature che si era prefissato, di chiamare ben quattro ospiti a rovinarsi le corde vocali dietro al microfono, urlando come ossessi o growlando dal profondo dell'Abisso. Tutti e quattro sono figure misconosciute dell'underground francese, ma vale la pena segnalare almeno Thibault Bapst, cantante dei Paramnesia (altra ottima band sotto LADLO).

Esclusi i cantanti ospiti, qualsiasi altro aspetto dell'album è curato da Mick, dalla scrittura alla produzione all'interno del suo studio casalingo. Tutto funziona alla perfezione: la drum-machine si innesta alla base delle chitarre e la produzione fumosa e tipica del genere rende il tutto affascinante al punto giusto. Un debutto entusiasmante.

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