TIRAN – Demo

TIRAN – Demo

Informazioni
Gruppo: Tiran
Anno: 2010
Etichetta: Wings Of Destruction
Contatti: www.myspace.com/tiranrussia
Autore: Mourning

Tracklist
1. Genocide
2. Children Of War
3. Room 16
4. Forever Underground

DURATA: 12:56

La band russa dei Tiran, attiva da un lustro ormai, ha al suo attivo un demo, un ep e un full uscito nel 2009 dal titolo “Demonia”. Tornano subito in pista pubblicando quattro tracce racchiuse in un nuovo demo che mostrano qualche lieve passo in avanti, sì perché la squinternata prova sott’alcol del full ricco di buone intenzioni ma di poca sostanza per fortuna non viene del tutto bissata.
Questa volta l’organico composto adesso dal trio Chuvak (basso), Tiran (chitarra/voce) e Kozlou alla batteria pur continuando a propinare un calderone confusionario d’influenze che attinge sia dalla scuola teutonica di Kreator e Sodom sia da quella statunitense che passa dai Metallica agli Annihilator, dagli Overkill a non so quanti altri rimandi, tirando fuori pure una vena Maideniana in “Children Of War”, sembrava almeno riuscito a dare un minimo di senso alle canzoni.
“Room 16” ha al suo interno tanto materiale su cui poter lavorare sia per quanto riguarda gli aspetti melodici, sia per le parti più veloci che però s’inanellano prive di uno schema guida risultando efficaci solo in alcuni frangenti, in più c’è una similitudine evidente di un passaggio e più provenienti da “Alice In Hell” degli Annihilator ma non solare come quella che nella successiva “Forever Underground” in pratica si approprierà del riff portante di niente meno che “Under The Guillotine” dei “Kreator” e faccio notare questi due ma altri diciamo sarebbero, ehm, ricollegabili ad act differenti da quello russo.
Mi spiace esser duro con dei ragazzi che hanno una passione vera e a cui poco importa di trovare dei suoni puliti perché l’interesse è quello di suonare del thrash grezzo e sfrontato come si faceva negli Ottanta, senza preoccuparsi troppo di ciò che era teso a curare l’estetica dei pezzi.
Non si può però pensare di andare a parare con una mancanza di arrangiamenti tale da ridurre le canzoni a un insieme di riff che non hanno una logica o puntare solo su di un arrembaggio continuamente privo di senso.
La voce stridula e tagliente, il suono di basso in evidenza e la sola chitarra a fare tutto il lavoro non sono disprezzabili ma non bastano a salvare una prova insufficiente.
Olio di gomito, attenzione ai dettagli e un po’ di tempo per cercare di sfruttare al meglio le idee che girano per la testa possono essere la chiave per sbloccare una situazione tutt’altro che irrecuperabile, in bocca al lupo.

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