TIRESIA RAPTUS – Diaspora

 
Gruppo: Tiresia Raptus
Titolo: Diaspora
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Bloodrock Records
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TRACKLIST

  1. Do You Know Who You Are
  2. Vattienti
  3. Angel
  4. Scheletro
  5. Emotions In Black
  6. Tutto Dorme
  7. Fragili Ossa
  8. Diaspora
DURATA: 60:50
 

Torna, a circa quattro anni di distanza, quell'entità indefinibile che risponde al nome di Tiresia Raptus, che all'epoca del debutto omonimo avemmo occasione di ospitare anche con un'approfondita intervista. Acqua sotto i ponti ne è passata molta, ma l'approccio della formazione capitanata da Carlo Gagliardi e Nicola Rossi (Doomraiser) è rimasto invariato: totale libertà compositiva ed espressiva.

Il concetto viene perfettamente espresso già dall'assunzione dei ruoli: non è raro che i sette musicisti coinvolti coprano posizioni differenti a seconda del brano, alternandosi e avvicendandosi a basso, sintetizzatori, percussioni aggiuntive e addirittura campane tibetane. Tutto perfettamente incastrato e oliato all'interno di una macchina che spazia dai suoni settantiani a metà tra lo psichedelico e il progressivo ("Do You Know Who You Are?") alle spruzzate di rock occulto che spesso e volentieri capita di ascoltare in casa Bloodrock, cui i Tiresia Raptus si abbandonano soprattutto sotto l'aspetto testuale ("Scheletro", "Tutto Dorme").

L'idea stessa che permea il disco, quella dell'abbandono della terra natia e del disperdersi in luoghi sconosciuti, fornisce un'indicazione ben precisa della chiave di lettura concettuale: viaggio senza una meta precisa, eppure importante di per se stesso e per ciò che potrà portare alla luce. Un lavoro di ricerca intimo, ma a suo modo diretto e fruibile, che non si perde in eccessi nemmeno negli episodi più lunghi e arzigogolati, mantenendo sempre una grande sobrietà (qualità affatto scontata quando si parla di derive occulte e progressive), segno dell'evidente consapevolezza dei propri mezzi che hanno i musicisti coinvolti.

Per tutti gli amanti della musica colta, eppure non presuntuosa, per chi vuole prendersi una pausa di riflessione o semplicemente per tutti coloro che amano ascoltare un bel disco, che ha qualcosa da raccontare.

«…e questa concessione alla miseria di vita
è una burla di Dio?
O una bugia assegnata all'universo?
O a me stesso?»

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