Tiwanaku - Earth Base One | Aristocrazia Webzine

TIWANAKU – Earth Base One

Gruppo: Tiwanaku
Titolo: Earth Base One
Anno: 2022
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Unorthodox Emanations
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TRACKLIST

  1. Visitor From Titan
  2. Ghost War
  3. Swarm
  4. Nightmare Hall
  5. Closed Minds
  6. Giants Below Us
  7. Visions Abducted
  8. Today In Battle
  9. Falling Stars
  10. Interdimensional
DURATA: 44:31

Il debutto sulla lung(hissim)a distanza dei Tiwanaku deve necessariamente essere un record, roba che i Tool in confronto hanno la diarrea compositiva. I signori di cui sto parlando si sono formati nel lontano 2003, immediatamente dopo lo scioglimento dei seminali Nocturnus: l’elemento che collega le due formazioni è il cantante e chitarrista Ed Mowery, che nella storica formazione ha militato nel periodo post-Browning in veste di bassista prima e anche di cantante durante la reunion di fine anni Novanta che ha portato al canto del cigno della band, il discutibile Ethereal Tomb.

Un assaggio di Earth Base One l’abbiamo avuto sull’episodio #41 di Extrema Ratio, ma giusto per ricostruire le fila del discorso i Tiwanaku hanno alle spalle appena una demo (con Richard Christy alla batteria) e un singolo. Non si sa quanto sia stata lunga la gestazione del disco, ma alla fine il quintetto si è aggiudicato un posto nel roster di Unorthodox Emanations, che già dalle prime uscite sta dimostrando un certo gusto in ambito death metal.

A livello tematico il progetto si regge sul sempre affascinante connubio civiltà antiche + extraterrestri: la cultura Tiwanaku è stata infatti un’importante civiltà precolombiana sulle sponde del lago Titicaca, nell’odierna Bolivia. La celebre Porta del Sole — raffigurata in copertina — è il suo simbolo più noto, un monumento che come tanti altri aveva un significato al tempo stesso religioso e astronomico, prima ancora di diventare un potenziale portale alieno per mano di complottisti e semplici appassionati. A rendere più fitto il mistero attorno a Tiwanaku è la causa del suo declino, non perfettamente chiara. Tutto ciò deve aver catturato l’attenzione di Mowery, che già si era sporcato le mani con tematiche sci-fi in passato.

Di questo passato nei Nocturnus in Earth Base One rimane poco, o quantomeno dei suoi aspetti più peculiari: le tastiere non sono più in primo piano, in favore di uno stile molto più tradizionale e legato al death floridiano, seppur con fortissime venature progressive. I riff sono megalitici — per restare in tema — e le ritmiche spezzaossa impreziosite da una comparsata di Alex Webster, perfettamente calate in una produzione moderna pur mantenendo un feeling d’antan, rinvigorito da ottimi assoli tecnici al punto giusto come nella doppietta iniziale, “Visitor From Titan” e “Ghost War”. Le tastiere, salvo qualche momento in cui si prendono più spazio (“Vision Abducted”), non sono che la ciliegina sulla torta, sullo sfondo a fornire ulteriore contesto o ingigantire ancora di più le chitarre.

Un po’ Morbid Angel, un po’ Sulphur Aeon quindi, più un estro compositivo tale da rendere tutto Earth Base One un ottimo lavoro senza grossi punti deboli. Un unico appunto per “Today In Battle”, che sembra essere stata registrata e mixata in un momento del tutto separato dal resto del disco: da un lato, il tempo per evitare questa macchia c’era tutto; dall’altro, dopo quasi vent’anni di lavoro e un viavai di gente notevole è fisiologico che ci sia un pizzico di eterogeneità, e va bene così. Insomma, Tiwanaku tra i migliori dell’anno nel loro genere? Un grossissimo sì.