TODERLEBEND – Day Of Resurrection

 
Gruppo: Toderlebend
Titolo:  Day Of Resurrection
Anno: 2013
Provenienza:  Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Trap
  2. Resurrection
  3. Margaret
  4. Torture
  5. Autopsy
DURATA: 22:21
 

I Toderlebend sono un trio tedesco in giro dal 2000 e che nel corso degli anni ha avuto anche una fase dormiente, infatti dopo il 2002, anno che vide la pubblicazione del demo "Leibesübungen", la formazione non produsse più nulla fino al 2012, quando uscì "Day Of Resurrection", un disco contenente cinque tracce di pura essenza death vecchia scuola, genuino, incontaminato e totalmente devoto al verbo primordiale del genere.

Andy I.Why alla batteria, Aargh Graah noto anche come Lutz Lohmann al basso (Repent ed ex di Deathronation, Ash Inheritance e Necropsy) e Gottlieb Engel alla chitarra e alla voce racchiudono in appena ventidue minuti la loro resurrezione artistica che fonda le proprie radici su di un sound marcescente alla Autopsy, sull'oscurità dei primi Entombed e sulla passione per gli zombie e il gore, tutti elementi che farebbero felici i fan dei Necrophagia e degli Impetigo.

I Toderlebend non ci rifilano carinerie né produzioni pulite e perfettine, quanto l'acre odore della morte che si espande in composizioni in cui il riffing è putrescente nella sua elementarità, le ritmiche variano alternando accelerazioni malevole e rallentamenti al limite con l'area doom. L'aria che si respira è malsana e corrotta dal cantato maligno che rende l'atmosfera decadente, come direbbero gli Antropofagus: love you in decay. Siamo all'interno del girone dei dannati, di coloro che pretendono di ascoltare musica che si nutra della carne, che la divori e permetta ai vermi di proliferare, il lasciapassare per un aldilà che non c'è, una non-vita nella morte che assume la forma di un corpo che cammina sulla terra dopo il trapasso. L'organo spettrale che fa la sua comparsa in "Margaret" e le lancinanti urla che scandiscono la cattivissima "Torture" sono una ulteriore riprova che il dolore e l'ossessione valicano il tempo e le sue dimensioni.

Tirando un po' il freno a mano sull'entusiasmo, "Day Of Resurrection" non è un capolavoro, ma un'onesta prova del genere, è però curata in modo da far sì che sia l'aspetto sonoro che il concept grafico — realizzato da Ernst Morsch — collimino alla grande. Le scelte cromatiche dell'artwork, con predominanza del grigio e del nero sul bianco nella copertina frontale frontale, difatti rispecchiano il grado di malessere contenuto nelle note.

Chi ben comincia è a metà dell'opera? Direi che per i tedeschi il detto è più che calzante e nell'attesa, speriamo breve, di poter riceverne ulteriore conferma tramite una prestazione maggiormente estesa, vi consiglio vivamente di far vostro questo lavoro.

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