TOMAHAWK – Odd Fellows

TOMAHAWK – Odd Fellows

Informazioni
Gruppo: Tomahawk
Titolo: Odd Fellows
Anno: 2013
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Ipecac Recordings
Contatti: facebook.com/Tomahawkband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Oddfellows
2. Stone Letter
3. I.O.U.
4. White Hats / Black Hats
5. A Thousand Eyes
6. Rise Up Dirty Waters
7. The Quiet Few
8. I Can Almost See Them
9. South Paw
10. Choke Neck
11. Waratorium
12. Baby Let’s Play
13. Typhoon

DURATA: 40:49

Quando ti tocca confrontarti con mostri come i Tomahawk lo scontro è sempre difficile da superare rimanendo illesi. La super formazione guidata da Mr. Mike Patton (Faith No More, Mr. Bungle, Peeping Tom, Fantômas e solista con il disco “Mondo Cane”) è completata da un trio di musicisti d’eccezione: Duane Denison (Jesus Lizard e Unsemble) alla chitarra, John Steiner (Battles e Helmet) alla batteria e l’ultimo acquisto — nonché vecchia conoscenza dello stesso Patton — il bassista Trevor Dunn (Mr. Bungle, Fantômas e Melvins). Hanno pubblicato a distanza di sei anni da “Anonymous” il quarto capitolo discografico intitolato “Oddfellows”, vediamo un po’ com’è la situazione.

Qualsiasi creatura nella quale risiede la schizzata genialità di Mike necessita di ascolti continuati, però già nella precedente uscita c’erano alcune rotelle che non giravano esattamente nel verso giusto e forse stavolta si è un po’ tirato il freno a mano. Intendiamoci, questo disco è tutt’altro che semplice e diretto, è evidentemente influenzato dai trascorsi nelle varie band in cui il leader milita e ha militato, in primis i Faith No More, presenza riconoscibilissima già nella traccia d’apertura, così come la sua esperienza da solista con “Mondo Cane” fa la sua comparsa nel mood swing di “Rise Up Dirty Waters” (e gli Alice In Chains ringraziano, ascoltate il ritornello), tanto che in pratica all’orecchio arrivano una serie di avventure note ma tutt’altro che disdicevoli da ascoltare. Siamo dinanzi ad artisti talmente rodati e consci delle potenzialità in loro possesso che il già sentito prodotto farebbe la fortuna di tantissimi oggigiorno.

I Tomahawk dimostrano di trovarsi pienamente a proprio agio sia nei momenti estremamente accattivanti e melodici sfoggiati in “Stone Letter” che nelle prestazioni più dure e scure nelle tonalità di “The Quiet Few” e “South Paw”, offrendo prove interessanti senza faticare più del dovuto, mentre passando per pezzi come “Choke Neck” e “Waratorium” si può apprezzare la padronanza strumentale a completamento di un quadro che anche dal punto di vista delle emozioni ancora una volta si distingue dalla massa pur non brillando al suo solito livello, inoltre ci si accorge di quanto nel buono racchiuso in una prova formalmente perfetta vi siano delle carenze.

È vero, si potrà lamentare il fatto che stavolta la band abbia fatto il passo ben più corto della gamba, che abbia forse preferito non strafare, togliendo parte di quella capacità di sorprendere che ogni progetto del poliedrico cantante contiene in sé, che vi siano un paio di occasioni dove quel retrogusto “popular” non convince pienamente. I difetti si possono trovare, ma alla fine sono davvero gambizzanti? No, non sono così estremamente decisivi sul giudizio finale.

“Oddfellows” potrà non essere il loro miglior album, tuttavia rimane un signor lavoro, diretto per l’ennesima volta dal regista Mike Patton, nel quale il rock vive in maniera multiforme senza svendersi. È un album dedicato esclusivamente ai fan? Beh, se lo siete un giro nello stereo almeno per tastarne le doti è d’obbligo, ovviamente chiunque abbia voglia di cimentarsi in un ascolto contenente buona musica dovrebbe provarlo; per quanto concerne invece la presenza all’interno delle vostre priorità musicali giornaliere, quel tipo di riscontro potranno fornirvelo solo il tempo e la vostra voglia di approfondire il discorso.

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