Tome Of The Unreplenished - Earthbound | Aristocrazia Webzine

TOME OF THE UNREPLENISHED – Earthbound

Gruppo: Tome Of The Unreplenished
Titolo: Earthbound
Anno: 2022
Provenienza: Cipro
Etichetta: Avantgarde Music / Xenoglossy Productions
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TRACKLIST

  1. Tellurian
  2. Unbound
  3. Tryst At The Gales Of Cyprus
  4. Toward The Self
  5. Astraios Ayr
  6. Portcullis To Dodekatheon
DURATA: 46:36

C’è talmente tanto da dire sul progetto cipriota Tome Of The Unreplenished che è difficile anche capire da dove cominciare a parlarne, sebbene sia passato sulle nostre pagine più volte. Da umile scribacchina quale sono, cercherò di non tralasciare nulla e rendere onore a quello che, lo dico subito, è un altro disco che finirà nella mia top di fine anno. So che siamo ancora ad aprile, ma chi ha tempo non aspetti tempo, no?

Innanzitutto, Earthbound è il secondo disco atmospheric black di Tome Of The Unreplenished, ma il progetto inizialmente solista avviato da Hermes non ha sempre virato su questo genere. L’EP Cosmoprism: The Theurgy – Act 1 e lo split Epistolary Of The Fall, con Starless Domain, erano infatti orientati al drone e alla power electronics: non sorprende, vista la premessa, che quest’ultimo lavoro sia uscito per Aestethic Death. Cosmoprism, invece, è uscito nel 2017 sotto la nostrana I, Voidhanger, mentre la distribuzione di Earthbound è opera di Avantgarde Music per i formati CD e vinile e a Xenoglossy Productions per quanto riguarda la cassetta: curioso come in nemmeno dieci anni di attività Hermes si sia affidato a ben tre etichette italiane.

Il progetto, dicevamo, era partito come solista in quel di Cipro, per poi spostarsi nel Regno Unito e rientrare in patria recentemente, con una formazione arricchita dalla presenza di Alexandros e T. J. F. Vallely (Macabre Omen) e Aort (Code). Earthbound, potremmo azzardare, è il risultato di uno stravolgimento sia geografico che musicale. E che stravolgimento, aggiungerei.

Non sono riuscita a trovare molto sul nome scelto per il progetto, se dovessi dargli un’interpretazione del tutto personale partirei dalla fine: to replenish significa riempire di nuovo, per cui to unreplenish suggerisce l’idea di non riempire qualcosa che, invece, andrebbe colmato. L’espressione «Tomo del/dei non riempito/i» possiede a mio parere una sfumatura di significato molto sottile: non si tratta del racconto basato su qualche cosa priva del suo contenuto, piuttosto è la storia di qualcosa che, prima, un contenuto ce l’aveva eccome, e che attende di ricevere di nuovo. Sembrerà banale ma c’è differenza tra lo svuotare e il non riempire, nel secondo caso sembra quasi di avere a che fare con un qualcosa di affamato, in attesa di nutrirsi o essere nutrito. Considerando che i temi trattati da Tome Of The Unreplenished sono di natura filosofica, basandosi in effetti sul neoplatonismo, l’universo e la creazione di esso, che per esteso include l’essere umano, supporrei che ciò che deve essere nuovamente riempito possa essere l’Uomo, e che il contenuto di cui egli è affamato sia, molto semplicemente, un senso per esistere. Trovo che anche il nome del disco, Earthbound, giochi un po’ sulla duplice natura dell’Uomo, ancorato alla Terra e dipendente da essa, ma allo stesso tempo dotato di un’anima che trascende lo spazio, il tempo e le dimensioni nelle quali il corpo è costretto in vita. Dando uno sguardo ai testi sembra quasi di avere a che fare con un concept, in cui l’uomo parte dalla madre Terra e, gradualmente, se ne allontana per rincorrere un’essenza più eterea e impalpabile, quella che lo porta a fondersi con la Natura, i pianeti, le stelle. Viene raggiunto uno stato psicofisico di dissolvenza, in cui si diventa parte del tutto, preferendo l’incorporea natura dell’anima a quella caduca della carne e delle ossa, la nostra spoglia mortale.

Quello che mi ha colpito fin dal primo ascolto è la presenza massiccia sia dei cori, opera di Alexandros, che aggiungono quasi un sapore folk al tutto, che delle melodie, che fanno intuire un lavoro e uno studio di altissimo livello. I brani non sono affatto brevi, sono però talmente ben amalgamati tra loro da far sembrare Earthbound un continuum, nonostante non siano tutti musicalmente analoghi, sia nei suoni che nelle strutture. “Tellurian” (letteralmente: terrestre), così come “Astraios Ayr”, parte immediatamente in blast beat, mostrando l’anima più puramente black metal di Tome Of The Unreplenished, ma è comunque arricchito di cori nella forma di vocalizzi molto semplici ma d’effetto. “Tryst At The Gales Of Cyprus” si concentra invece più sul lato atmosferico, ricordandomi vagamente i Blut Aus Nord non tanto come suoni quanto come intenzione. Menzione obbligatoria per la conclusiva “Portcullis To Dodekatheon”, un colosso di poco più di nove minuti di pure atmosfere, in cui il climax non viene mai raggiunto e restiamo sospesi, in attesa di qualcosa di altro, più profondo e più grande.

Un altro centro per Avantgarde Music, che spero si tenga stretto questo progetto tra le sue fila. Credo che ci si possa aspettare molto da Tome Of The Unreplenished, e dopo l’ascolto di Earthbound sono io quella in attesa che arrivi qualcos’altro a deliziarmi le orecchie.