TORMENT TOOL – Dawn Of War

 
Gruppo: Torment Tool
Titolo:  Dawn Of War
Anno: 2010
Provenienza:  Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Dawn Of War
  2. Pleasure And Violence
  3. Fuel Of Hate
  4. Black Gold Ecstasy
  5. Silent Death
  6. Thrash Attack
  7. MAD
  8. Scorched Earth
  9. BGW
  10. Nuclear Winter
  11. Dark Reckoning
DURATA: 43:20
 

Parlare ogni volta di thrash collegato al panorama tedesco è una cosa talmente scontata che uno spera sempre di trovarsi di fronte a dei degni successori della triade storica formata da Destruction, Kreator e Sodom o di gente che ne ha segnato la storia come Paradox e Minotaur. Le band buone non mancano, ma è difficile spesso anche piazzarle di fianco a questi mostri sacri, il proselitismo che la passione per un certo stile ha creato ha però dato vita anche a realtà che, pur mantenendosi su canoni standard, riescono a infilare il disco che uno si ascolta con piacere senza farsi troppe domande, lasciando che una bella bionda da mezzo litro gli faccia compagnia.

È questo il caso dei Torment Tool gruppo che pur attingendo in parte dal panorama teutonico, soprattutto da Kreator e Destruction, ha come influenza principale gli Slayer che più e più volte incontrerete nell'ossatura delle canzoni da loro composte.

"Dawn Of War", il loro debutto, è un album classificabile come un tributo al metal che è stato e nell'ambito di un revival ampio e fiorente come quello thrash può dire la sua vista la pochezza con cui molte band supportate da etichette importanti si presentano odiernamente sulla scena. Un disco dove le pause o gli attimi in cui riflettere vanno a farsi fottere, infatti dopo l'intro con "Pleasure And Violence" scatterà un continuato e veemente assalto in cui non ci sarà spazio per melodie dolciastre o coretti iper-fruibili.

Da una "Fuel Of Hate" dal finale sparato in velocità a una "Silent Death" che sembra venir fuori in maniera spropositata dal periodo d'oro dei floridiani, passando per "Thrash Attack" che mostra un lato diversificato sul "megadethiano", specialmente nell'approccio vocale, e "BGW" cazzeggiona dalle venature punk sino ad arrivare a "Nuclear Winter", che al contrario di quanto si possa pensare non è una cover dello storico brano dei Sodom bensì ancora una volta una traccia che si appoggia sul versante oltreoceanico del genere e fra le migliori del disco, appare evidente che non mancano né la dedizione né un'attitudine sincera e diretta a vivere lo stile nel miglior modo possibile.

Fra le note positive oltre una più che discreta produzione che rende giustizia agli strumenti, con un basso che forse con il volume un pelino più alto avrebbe ricevuto una maggior visibilità e offerto una spinta più consistente, non è comunque un punto su cui soffermarsi più di tanto. Spiccano invece la prova dietro il microfono di Ullrich Haug e del batterista Felix Han entrambi capaci di dare quel guizzo in più quando serve.

Non mancano né l'adrenalina né i pezzi da scapocciata assicurata, se la pecca più evidente che si possa affibbiare a questi ragazzi è la derivazione da realtà celebri, beh in tal caso dovremmo evitare a priori qualsiasi band che sforni un esordio datato post metà anni Novanta dato che, chi più chi meno, si muove in territori conosciuti. Quindi prendete e ascoltate "Dawn Of War" per quello che é: un puro e semplice disco thrash.

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