TOUNDRA – II | Aristocrazia Webzine

TOUNDRA – II

Informazioni
Gruppo: Toundra
Titolo: II
Anno: 2012
Provenienza: Spagna
Etichetta: Aloud Music
Contatti: myspace.com/toundraband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Tchod
2. Magreb
3. Zanzíbar
4. Völand
5. Danubio
6. Koschei
7. Bizancio

DURATA: 40:25

Il post-rock è un ascolto che ho imparato ad apprezzare di album in album e con il tempo non posso negare che sia davvero sottile la differenza fra un disco veramente bello e uno semplicemente ordinario in quanto, in un genere nel quale sono gli umori e le variazioni sul tema a farla da padroni, è ovvio che siano le sfaccettature e le minuzie a permettere alle release di perdere o guadagnare punti.
Il monicker Toundra non era fra quelli che avevo avuto modo d’incrociare in passato, so per certo che i madrileni hanno lo split “Toundra (Nordeste Split) 7”” e due album all’attivo, entrambi omonimi nel titolo ma seguiti dal numero cardinale identificativo.
Il secondo mi è stato gentilmente recapitato dalla label Aloud Music, partner dei musicisti che lo vedono ristampare dato che la prima tiratura è sold out da tempo. Devo esserne contento perché fra le mani, pur non avendo un lavoro innovativo, c’è l’impronta palese di molte realtà note quali Red Sparowes, Russian Circles, God Is An Astronaut e If These Threes Could Talk, però è ricco di tratti affascinanti mostrando sia un lato esplorativo che coinvolge influssi di stampo orientale e afro-tribale in pezzi come “Tchod”, “Magreb” e “Völand”, con l’ultima citata deliziosamente fornita d’anima acustica, sia il più classico esempio di naturalezza e spirito libero in altre tipo “Zanzibar” e “Danubio”, sorelle dai caratteri contrastanti. La prima è più sognante, di grande impatto sì ma non invasivo, la seconda invece sorniona e alquanto ribelle al pari di un animale in gabbia pronto a scagliarvisi contro, con un ottimo lavoro di batteria vivace e un riffato che diviene quasi severo in alcune circostanze.
Che i Toundra abbiano una profonda conoscenza e una connessione col genere che permette loro di andare in qualsiasi direzione non annoiando lo conferma anche la scelta di un sound ancor più “rozzo” (prendete il termine con le molle) in una “Koschei” evocativamente dura. Altro contraltare si rivela quindi la conclusiva “Bizancio” che gioca alleggerendo notevolmente i toni e deliziandoci nuovamente con atmosfere e fraseggi più ampi leggiadramente melancolici, pur non stravolgendo il colore di fondo divenuto un grigio dalla gradazione cangiante a seconda del momento e dell’umore, ma non limitandosi a questo riparte con lievi esplosioni ponendo la parola fine a “(II)” con “una carezza in un pugno”.
Coloro che si fossero persi i Toundra per strada, come del resto successo al sottoscritto, avranno adesso la possibilità di entrarvi in contatto.
Andate avanti a post-rock? Siete sempre alla ricerca di band da ascoltare? Segnatevi il monicker e se vi capitasse sott’occhio quest’album fatelo vostro.