TRACKER – Now I Became An Alien | Aristocrazia Webzine

TRACKER – Now I Became An Alien

Informazioni
Gruppo: Tracker
Anno: 2010
Etichetta: Sulatron Records
Contatti: www.myspace.com/trackerband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Tight Fight
2. Recommended Fool
3. Blower
4. The Hypnotized
5. Impreganted Eye
6. Window Shopping
7. Deregulate
8. Below Radar
9. Blender

DURATA: 59:30

Formula semplice e collaudata quella che il debutto degli austriaci Tracker, “Now I Became An Alien”, spiattella, è un album che vede al suo interno psichedelia, krautrock, stoner, surf e un tocco di dispersione noise e drone per fornire al sound quel quid alienante che fa sempre bene.
La versione che ho fra le mani è quella cd contenente tre tracce in più rispetto a quella in vinile (nella tiratura limitata sono comprese entrambe), un’ora di musica da trip perché è impossibile che la mente rimanga immobile, c’è uno spazio immenso di cui poter approfittare creato dalle emanazioni di una scaletta che regala emozioni su emozioni.
Il disco prende il via con il desert rock che sfuma sul finire di “Tight Fight”, attrae con l’acustico ridondare di “Recommended Fool”, s’impregna di sabbia ardente e onde da cavalcare nelle melodie di una “Blower” resa ancor più ricca di fascino dalle accelerazioni dietro le pelli di Daniel Walter e da una fase di mezzo dal rintocco marziale addolcita dal ricamo chitarristico del tutto inaspettata.
Son bastati solo i tre episodi in apertura per farmi capire che questi ragazzi hanno ben chiare le idee, vari nomi mi rimbalzano in testa fra cui due ex Kyuss, Joshua Homme e Brant Bjork, che con le loro formazioni odierne offrono parecchi spunti al combo di Innsbruck, l’anima rock genuina, ribelle che non ama gli schemi è libera di esprimersi così anche i momenti più “sgangherati” risultano perfettamente incastrati in un quadro generale dalla forma astratta e dal modellamento in pieno corso.
“The Hypnotized” e “Impregnated Eye” si nutrono l’una dell’altra, la prima ipnotica, fasciante col suo riffing ciclico e suadente che sfocerà sul finire in una presa di posizione stoneriana e la seconda che prosegue il percorso intrapreso addensando la massa psichedelica nebulosa e inebriante rivelandosi come la canzone regina della sezione “stoned and more stoned”.
“Window Shopping” pronta a dissolvere i gas “drogaticci” per favorire l’ingresso di una corrente agitata decisa a scuotere la situazione in un fragoroso e selvaggio brano il cui drumming esprime il suo effettivo potenziale mostrando un’intensità bestiale che alimenta il feeling godereccio prodotto da “Now I Became An Alien” sinora, non contando il fatto che per alcuni versi questo pezzo sembra figlio di “Rated R” ed è una dote non da poco.
Sono giunto agli episodi non presenti nel vinile, tutto sommato i venti minuti aggiuntivi non donano spunti che diano quella marcia in più alla prestazione già in gran spolvero dei Tracker, “Deregulate” si fa notare per il groove corposo e le melodie vocali, “Below Radar” se la gioca alzando leggermente i ritmi e provando a sperimentare qualcosina nelle battute antecedendo l’intraprendente indie/rock di “Blender” che chiude definitivamente il platter.
Gli ingranaggi girano tutti nella direzione giusta, la produzione ci da la possibilità di godere in toto della strumentazione con il basso di Martin Fuchs in rilievo in più di una circostanza.
Decisamente indovinate poi le linee di voce di Max Mühlbacher anche se vi accorgerete come in certi frangenti la somiglianza con l’impostazione del citato Homme nei Q.O.T.S.A. sia tirata in causa, non è comunque imputabile come pecca, poggiano davvero bene sui pezzi e ancor più importanti risultano ai fini della riuscita del disco gli orpelli forniti dalla Fuzzbox, dal Kaossilator e a quanto pare dall’Iphone divenuto un lo-fi synth che particolareggiano il corso di “Now I Became An Alien”, un disco che consiglio vivamente agli appassionati di questa marea spaziale che per nostra fortuna non stenta a diminuire di portata, grazie!!!