Traveler - Prequel To Madness | Aristocrazia Webzine

TRAVELER – Prequel To Madness

Gruppo: Traveler
Titolo: Prequel To Madness
Anno: 2024
Provenienza: No Remorse Records
Etichetta: Canada
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TRACKLIST

  1. Mayday
  2. Take The Wheel
  3. Dark Skull
  4. The Law
  5. Rebels Of Earth
  6. Heavy Hearts
  7. No Fate
  8. Vagrants Of Time
  9. Prequel To Madness
DURATA: 38:28

A cicli regolari e continui tanti generi e filoni si sono riaffacciati con prepotenza sul panorama metal e dintorni. Qualcuno è rimasto immutato (raw black metal, black metal sinfonico), qualcun altro si è dato una rinfrescata all’immagine adottando una nuova denominazione (dungeon synth), poi c’è chi ha coniugato nostalgia e modernità, come accaduto per la new wave of traditional heavy metal, sfruttando decenni di evoluzioni metalliche per offrire dischi freschi e divertenti.

Il Canada è una terra che ha sfornato tante band di qualità in quest’ultimo settore, certificandone bontà, varietà e concretezza. Penso a Riot City, Smoulder (ora trasferiti in Finlandia), Gatekeeper e altri ancora di cui ha parlato anche Bosj qualche tempo fa. In questo elenco non possono di certo mancare i Traveler, reduci dall’ottima doppietta composta da Traveler e Termination Shock, entrambi su Gates Of Hell (sottoetichetta di Cruz Del Sur) e ora approdati sull’altrettanto interessante No Remorse Records, grazie al terzo album Prequel To Madness, uscito lo scorso 23 febbraio.

La nuova opera di JP Abboud e soci si presenta con una copertina dalle tinte acide certamente divisiva per il suo carattere un po’ adolescenziale, con una creatura aliena bionica immersa in una specie di mare di lava. Tanti storceranno — anche a ragione — il naso, ma in un’epoca di copertine generate dall’IA prive di anima qui invece il colpo d’occhio e la memorabilità (decidi tu se positiva o meno) sono presenti… e per fortuna!

Dal punto di vista musicale i Traveler mantengono le caratteristiche del passato, con un heavy metal energico e melodico che gode dell’ispirazione delle chitarre di Toryin Schadlich e Matt Ries, dotato di assoli godevoli, dinamismo (gentilmente offerto dalla nuova sezione ritmica) e delle trascinanti parti vocali di JP Abboud, compresi ritornelli accattivanti senza essere ruffiani e sezioni più enfatiche. La forza del gruppo risiede nella solidità di ogni componente che si riflette in una qualità media dei brani non banale, concentrati sempre in durate contenute, con l’eccezione della conclusiva title track che sfonda quota sette minuti. Qua e là aleggia lo spirito dei Maiden e dei Priest e ogni ascoltatore ritroverà i propri riferimenti personali, ma tutto è suonato con una genuinità e un entusiasmo che trasudano dalle note.

Il rovescio della medaglia targata Traveler risiede nella loro difficoltà a inserire un singolone acchiappalike immediati in scaletta, elemento necessario per sfondare nell’odierno panorama musicale così liquido e dalla memoria corta. D’altra parte per tanti veterani come il sottoscritto e probabilmente anche per te, caro lettore, non si tratta di un vero e proprio difetto, siccome preferiamo concentrare l’attenzione sugli album completi e non sulle playlist generate da Spotify. Un fastidio reale risiede invece nella produzione di Prequel To Madness: evitare gli artifici eccessivi e la piattezza dei volumi in favore di un’atmosfera calda è un intento meritorio, ritengo tuttavia si sarebbe potuto fare qualcosa di più in termini di nitidezza, se non di potenza; anche perché l’ascolto da vinile ne risente troppo ed è un vero peccato.

A proposito del vinile, No Remorse lo ha prodotto in tre colori differenti, oltre al classico nero, con un tradizionale libretto contenente i testi ben leggibili (carattere bianco su sfondo scuro, seppur di dimensione ridotta) e un collage di foto del gruppo. Per quanto riguarda l’immaginario evocato, si resta invece in ambito fantascientifico come già accaduto in precedenza e confermato dalla copertina.

In conclusione, i Traveler non sbalordiscono più come all’esordio, tuttavia Prequel To Madness è un nuovo tassello tenace e compatto in una discografia di tutto rispetto. E la band resta consigliata a chi non si lascia impressionare da esibizioni tecniche esagerate, sbrodolate di note, acuti spaccatimpani o produzioni artificiose e pompate, preferendo la genuinità, l’energia e le belle canzoni davanti a tutto. Lunga vita anche ai Traveler, artigiani della qualità heavy metal!