TREE OF SORES – Tree Of Sores | Aristocrazia Webzine

TREE OF SORES – Tree Of Sores

Informzioni
Gruppo: Tree Of Sores
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/treeofsores
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. God Theory
3. Grave
4. From Within
5. Sandford
6. Silent Scream

DURATA: 32:54

TREE OF SORES - Tree Of Sores Bastano cinque tracce per farti innamorare? Basta far girare un disco una sola volta nello stereo per capire che la band ha fatto centro? A entrambe le domande la mia risposta è sì.
Una volta inserito l’ep omonimo dei Tree Of Sores, trio britannico proveniente da Leeds, ho dovuto solo scollegare la mente e permettere al sound tetro e orrorifico di coinvolgermi, le canzoni composte da Matt (chitarra e voce), Talia (basso e voce) e Ben (batteria) sono altamente claustrofobiche, sconvolgenti nel loro elementare quanto prorompente uso delle venature crust in stile Amebix (mica cazzi) inserite in basi che evocano Neurosis, Pelican e Eyehategod, in pratica è come se il doom più tetro, lo sludge dai solchi marcati e la prospettiva di certe soluzioni post/hardcore oriented siano state shakerate e confluendo si siano modellate assumendo la forma di “Tree Of Sores”.
Sono pugni nello stomaco, atmosfere striscianti, venefiche e frangenti di rabbia che esplode frenetica a caratterizzare il trittico d’apertura appena oltreppasato “Intro”, lisergica demolitrice “God Theory”, rarefatta e grave “Grave” e come definire se non ribelle una “From Whitin” scattante e rancorosa?
Le scelte armoniche, le ritmiche che sfiorano il tribale in alcuni momenti mostrano una continua ricerca e intento di sviluppare una proposta che pur pagando dazio derivazionale, come tutto ciò che esce odiernamente, permette alla personalità costruttiva dei musicisti di sgorgare, “Tree Of Sores” è un frullato di emozioni grigio/nere che abbatte l’ascoltatore con le note emesse, lo fustiga spingendo il limite della pesantezza sempre un po’ più in là sino a “Sandford” che ne raggiunge l’apice interno.
La successiva “Silent Scream” situata in fondo alla scaletta, pur non alleggerendo per nulla la situazione dal punto di vista umorale, sposta il campo d’azione porgendo all’orecchio sonorità ancorate e incentrate sul fattore ambientalistico che diviene prominente e accentuando i sentori quasi epicheggianti già incrociati nei passati episodi (il finale di “God Theory”).
Il suono delle chitarre ronzanti, le due voci che si alternano urlando e raschiando, non c’è nulla di fuori luogo o che venga allo scoperto malamente, “Tree Of Sores” è una piastrellata caleidoscopica che procura dolore e godimento e i Tree Of Sores possono esserne più che fieri, certo che se il mini – esordio è di questo livello, cosa dobbiamo aspettarci in futuro da questi ragazzi?
Non vedo l’ora di avere fra le mani il full, mi auguro sia un’attesa a breve termine, per ora ripremo “play” per l’ennesima volta…