TREES OF ETERNITY – Hour Of The Nightingale

 
Gruppo: Trees Of Eternity
Titolo: Hour Of The Nightingale
Anno: 2016
Provenienza: Internazionale
Etichetta: Svart Records
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TRACKLIST

  1. My Requiem
  2. Eye Of Night
  3. Condemned To Silence
  4. A Million Tears
  5. Hour Of The Nightingale
  6. The Passage
  7. Broken Mirror
  8. Black Ocean
  9. Sinking Ships
  10. Gallows Bird
DURATA: 01:02:44
 

Questo freddo autunno 2016 fa riemergere prepotentemente la malinconia e la depressione che avevamo tenuto gelosamente nascoste. Con l'attesissima uscita di "Hour Of The Nightingale", album di debutto dell'immensa formazione finno-svedese dei Trees Of Eternity, non possiamo non soddisfare il bisogno di abbandonarci alle tenebre; desiderio acuito dalla triste, mesta e infinitamente sventurata consapevolezza della scomparsa della cantante e co-fondatrice della band, Aleah Stanbridge, avvenuta lo scorso 18 aprile.

Riuniti i fratelli Frederik "North" e Mattias "Kryptian" Norrman (entrambi October Tide ed ex-Katatonia), rispettivamente alla chitarra e al basso, e con l'aiuto dell'onnipresente maestro Kai Hahto (Wintersun, Nightwish live ed ex-Swallow The Sun, per fare solo alcuni nomi) alla batteria, la band di Juha Raivio (Swallow The Sun) e della compianta Aleah ha registrato nel 2014 il disco in questione presso i Fascination Street Studios di Jens Bogren (Arch Enemy, At The Gates, Dark Tranquillity, Opeth, Paradise Lost, Fleshgod Apocalypse: andiamo, devo veramente continuare?). La pubblicazione è avvenuta però solo poche settimane fa, tramite l'etichetta finlandese Svart Records.

I soli nomi appena citati dovrebbero bastare abbondantemente per farsi un'idea di cosa ci si troverà ad ascoltare, almeno a livello di sonorità, ma sappiate che a impreziosire ulteriormente l'album ci sono anche due collaborazioni: quella di Mick Moss degli Antimatter nella catartica "Condemned To Silence" e quella di Nick Holmes dei Paradise Lost in "Gallows Bird". All'interno del disco, oltre a una maggioranza di brani inediti, sono presenti anche le quattro tracce inserite nella demo pubblicata dalla band — al tempo duo — nel 2013, ovvero "My Requiem", "A Million Tears", "Black Ocean" e la ballata acustica "Sinking Ships", per l'occasione ri-registrate dalla formazione al completo, quasi a dimostrazione di come si sia evoluta, pur rimanendo totalmente fedele a sé stessa, partendo da quell'idea nucleare.

Non spenderò parole a lodare il lavoro tecnico dei musicisti nominati, non è assolutamente necessario. Non sarebbe di alcuna utilità neppure dirvi che "Hour Of The Nightingale" è un disco fantastico. C'è solo una cosa da fare, in questi casi: prendere l'album, ascoltarlo e lasciarsi scivolare fino ad annegare nella densa e petrolifera oscurità verso la quale ci guidano, con mano ferma, infinita delicatezza e sapiente maestria, gli arrangiamenti strumentali di Juha Raivio e l'infestante, tormentata e immensamente evocativa voce della Stanbridge. "Hour Of The Nightingale" è un sogno. È poesia. È il doloroso addio che merita Aleah, che riecheggia in ogni singolo secondo dei suoi quasi sessantatré minuti.

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