TRIPPY WICKED & THE COSMIC CHILDREN OF THE KNIGHT – Going Home

 
Gruppo: Trippy Wicked & The Cosmic Children Of The Knight
Titolo: Going Home
Anno: 2012
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Super Hot Records
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TRACKLIST

  1. Going Home
  2. Up The Stakes
  3. Go Outside
  4. Ain't Gonna End Well
  5. I Want Another Drink
  6. Hillbilly Moonshine
  7. Pour Me Another One
  8. Change Your Mind
  9. Home
DURATA: 41:44
 

La classe non è acqua diceva qualcuno, in effetti sarà capitato anche a voi di ascoltare alcune band e di comprendere sin da subito essere al di fuori del mondo "della solita minestra", che nella loro musica e nel loro modo di imporsi strumentalmente ci sia quel quid che fa la differenza e ti fa sperare in una escalation continua di risultati. Bene, per il sottoscritto i britannici Trippy Wicked & The Cosmic Children Of The Knight rientrano con tutti i meriti del caso in questa categoria.

Nel 2009 avevano sorpreso con un debutto dotato di una qualità e di un carisma inattesi per una formazione alla prima prova, "Moving On" rimase nel mio lettore fisso per almeno due mesi anche dopo averne curato la recensione.

Adesso avendo fra le mani e nelle orecchie "Going Home", secondo step full del trio composto da Peter Holland (chitarra, voce, brass), Chris West (batteria e chitarra acustica) e Richard King (basso), posso non solo confermare quella percezione iniziale bensì affermare che sia reale, questi musicisti hanno davvero le palle quadrate.

Il bello dei Trippy Wicked è il ciondolare permanente attraversando i campi musicali stoner, grunge, rock seventies e southern aumentando o diminuendo le tinte dal flavour doomish e psychedelic a seconda della posa assunta per il pezzo.
È una natura in elementare ma affascinante evoluzione che anche per quanto concerne il coinvolgimento emotivo tende a variare con assidua fermezza passando da passioni terrene a voleri alcolici ("I Want Another Drink"? Sì, ti vien la voglia di un giro della staffa infinito), dall'accorata realtà alla libertà dell'infinito ed è per questo che consigliare un brano piuttosto che un altro diviene complicato.

Il disco al pari di una bottiglia di whiskey d'annata si lascia gustare, assaporare di attimo in attimo facendo scoprire sul lungo corso i dettagli, siano un assolo, il mellotron, quelle movenze rimembranti in alcuni frangenti il Delta blues e le varie divagazioni in mondi che sembrano talmente lontani eppure sempre in contatto per conquistare il vostro interesse, non fermatevi alla prima impressione.

È particolare, tutto in "Going Home" è volutamente "weird", ci sono momenti in cui l'ombra dei Soundgarden, presente del resto anche nel recente passato della band, si rivela deformata da una mistura di epicità e goliardia scura e sommessa, ascoltate "Up The Stakes". La prestazione di Holland è stratosferica, e magari riuscirete a connettervi con questo strano feeling che mi ha pervaso.

Potrei scrivere e scrivere, allungare il cosiddetto brodo, preferisco limitarmi segnalando l'ottimo lavoro svolto in fase missaggio e mastering da Tony Dallas Reed, a lui si devono anche un paio d'intrusioni chitarristiche e il mellotron, e l'altrettanto attento operato che Christ West sta portando avanti con l'etichetta da lui fondata, la Super Hot Records, ennesima ancora di salvezza per gli amanti del rock con la "R" maiuscola.

Volete un consiglio? Senza dubbio questo "Going Home" è da comprare e consumare, non perdete tempo, i Trippy Wicked sono pronti rapirvi!

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