TRIPPY WICKED & THE COSMIC CHILDREN OF THE KNIGHT – Underground

 
Gruppo: Trippy Wicked & The Cosmic Children Of The Knight
Titolo:  Underground
Anno: 2013
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Super Hot Records
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TRACKLIST

  1. Underground
  2. Echoes Return
  3. Enlightenment
  4. Discoveries
  5. New Beginnings
DURATA: 30:08
 

I Trippy Wicked se la vedono con il loro lato oscuro: il trio inglese — che mi aveva impressionato positivamente sia con l'album "Movin On" che con il successivo "Going Home" — ha deciso questa volta di appesantirsi, abusando di ambientazioni maggiormente grevi rispetto al passato, e intitolare "Underground" il nuovo mini lavoro è sicuramente stata una scelta azzeccata.

La band non si è snaturata, infatti sia le componenti psichedeliche che quelle estranianti presenti nei due album sono confluite nell'impostazione compositiva dei cinque brani che costituiscono l'ep, si ha però la netta sensazione che il suono adesso più pesante, in alcuni frangenti più pressante e melmoso, sia senza ombra di dubbio farina del loro sacco. Ve ne renderete conto ascoltando "Underground", "Echoes Return" e "New Beginnings", vale a dire i tre pezzi dotati della prestazione vocale carica di groove e ormai del tutto affinata di Pete Holland. La formazione ha preso pieno possesso della natura in bilico fra le escursioni sonore degli anni Settanta e l'evoluzione dello stoner-doom che ha percorso le ultime due decadi traendone una propria versione, i pezzi suonano alla Trippy Wicked.

Le canzoni poste centralmente in scaletta ("Enlightenment" e "Discoveries") sono due strumentali: la prima è fornita di un incedere a tratti psichedelico-ciclico e dalla tendenza intimista, ma che al momento opportuno scava solchi a colpi di fuzz, mentre la seconda pare esserne la naturale prosecuzione e muta sul finire grazie all'introduzione della chitarra acustica (curata dal batterista e uomo dietro al mixer Chris West) e del glockenspiel affidato a Holland che ne ammorbidiscono il tono.

Questo mini ha in sé non solo una buonissima prestazione musicale, poiché anche la parte riguardante i testi è stata sviluppata adeguatamente, in modo tale che la storia narrata sul destino di un'Umanità combattuta fra incertezze, paure e speranze risulta essere ben amalgamata, anche emotivamente, alle soluzioni stilistiche intraprese per darle vita.

"Underground" può essere quindi preso in considerazione come una semplice parentesi, che tuttavia potrebbe anticipare un possibile lieve cambio di rotta verso l'uscita di un prossimo disco dall'anima nuovamente alterata. La cosa onestamente non mi dispiacerebbe, visto che con questi musicisti nello stereo la noia è sempre rimasta notevolmente distante dal farsi viva.

In definitiva: per chiunque abbia apprezzato i Trippy Wicked in passato questo ep è un acquisto da fare a scatola chiusa; i restanti invece potrebbero quanto meno ascoltare e fare conoscenza con il trio in questione, se amate il genere sarà poi difficile che ne dimentichiate il nome.

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