Trollskogen - Die Weisheit Des Einsiedlers

TROLLSKOGEN – Die Weisheit Des Einsiedlers

Gruppo:Trollskogen
Titolo:Die Weisheit Des Einsiedlers
Anno:2016
Provenienza:Austria
Etichetta:Talheim Records
Contatti:Facebook
TRACKLIST

  1. Die Reinheit Der Flammen
  2. Die Säulen Des Himmels
  3. Die Stille Der Erde
  4. Das Unsterbliche Elixier
  5. Ein Neuer Mond Am Horizont
  6. Sieben Pfade Zur Ewigen Leere
  7. Wen Das Sternenlicht Mitnimmt
DURATA:49:58

Ricordo ancora quando nel 2003 uscì il primo album di Trollskogen, all’epoca un progetto burzumiano quasi al 100% dietro il quale operava il solo S.M.; Der Weg Zur Unendlichkeit, con quella copertina sostanzialmente brutta e il didascalico ma suggestivo logo firmato da Szpajdel, mi aveva così catturato che dopo aver acquistato il CD finii per comprarne anche la versione in vinile. La proposta dell’austriaco era molto scarna, con una chitarra stiracchiatissima, una tastiera lo-fi, una batteria sintetica e una voce da cornacchia. Dal 2005 e quindi dal secondo Totenwache (Darkland Records) si è aggiunto F.A. con la sua batteria in carne e ossa, la musica si è vagamente raffinata nei suoni ma è rimasta invariata nella formula d’assemblaggio; lo stesso si può dire di Einsamkeit (Nihilistische KlangKunst, 2009) e dell’ultimo Die Weisheit Des Einsiedlers, uscito nel 2016 per la fida Talheim Records.

La merce dei Trollskogen non invecchia perché è senza tempo: un black metal lento e austero, con spunti melodici semplici, sobri eppure di impatto, e immune ai trend, un po’ come la costruzione arroccata sulla scogliera illuminata da una luna enorme che compare in copertina. È una forma di purezza di cui S.M. ci rende partecipi lasciando che passi del tempo, fra un disco e l’altro, facendo in modo che ogni opera sia autoconclusa ma anche votata all’eternità — come il titolo del debut album insegna; “Die Reinheit Der Flammen” (la purezza delle fiamme) parla proprio di quest’attitudine, possibile solo accettando la fine, la cancellazione assoluta provocata dal fuoco da cui risorgere con rinnovato spirito contemplativo. Die Weiheit Des Einsiedlers (la saggezza dell’eremita) si rivolge a tutti e quattro gli elementi, proseguendo con “Die Säulen Des Himmels” (i pilastri del cielo), “Die Stille Der Erde” (il silenzio della terra) e “Das Unsterbliche Elixier” (l’elisir immortale); un ciclo alchemico breve ma non troppo che ci spinge alla contemplazione dei linguaggi della natura. Un misticismo che possiamo vivere soltanto in solitudine, guardandoci nel cuore come suggerisce la solenne “Ein Neuer Mond Am Horizont” (una nuova luna all’orizzonte), e raccogliendo tutta la saggezza che ne consegue; la conclusione non può che trovarsi nel vuoto, nel bulbo superiore di una clessidra che si sta svuotando, la stessa immagine che accompagna “Sieben Pfade Zur Ewigen Leere” (sette cammini per il vuoto eterno). Il disco si conclude con tre minuti e mezzo di ambient onirica, una sorta di sigillo che S.M. utilizza fin dagli esordi — solo Totenwache ne è sprovvisto.

Die Weiheit Des Einsiedlers è per chi il black metal lo vive come un’esperienza interiore, non c’è satanismo, manca di violenza cieca; è lungo e lento, e regala quasi un’ora di quell’arte nera che solo noi buontemponi sappiamo apprezzare. Da recuperare, come un po’ tutta l’opera dei Trollskogen.

Facebook Comments