TUNDRA / SOULSTALKER / UNDER / AGONIA BLACKVOMIT – Operazione Paura

 
Gruppo: Tundra / Soulstalker / Under / Agonia Blackvomit
Titolo:  Operazione Paura
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: M.A. Production / Slava Satan Records
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TRACKLIST

  1. Tundra – From The Tombs They Will Rise
  2. Tundra – Ride The Blind
  3. Tundra – On The Wave Of A Cursed Existence
  4. Tundra – Seventh Day Of Dead
  5. Soulstalker – The Fog's Murderer
  6. Soulstalker – The Headless Knight
  7. Soulstalker – Two Sickles To Kill
  8. Under – Silver Night
  9. Under – The Bell Of Execution
  10. Under – La Città Dei Mostri
  11. Under – The Oblong Box
  12. Under – Solo L'Underground Vince
  13. Agonia Blackvomit – Mystery
  14. Agonia Blackvomit – Three Demons From Buenos Aires
  15. Agonia Blackvomit – B.L.
DURATA: 56:48
 

"Operazione Paura" è il nome di uno split realizzato da quattro band italiane dedite al black metal, che omaggia l'immaginario e la cinematografia horror. Il tenebroso cimitero circondato dalla nebbia e il carattere usato per il titolo sulla copertina fanno presagire che da un momento all'altro uno zombie possa fuoriuscire da una tomba. Non per niente "Operazione Paura" è il titolo di una pellicola diretta da Mario Bava del 1966, maestro dell'horror italiano.

I Tundra si occupano di dare il "la" con quattro brani basati sulla saga de "I Resuscitati Ciechi" ("The Blind Dead", 1971-1975) del regista e sceneggiatore spagnolo Amando de Ossorio: avevo parlato di non-morti ed eccoli nelle vesti di Cavalieri Templari, che una volta tornati dalla Terra Santa vennero impiccati, poiché a conoscenza della magia nera e dei segreti per la vita eterna, con conseguenze nefaste… Il gruppo originario di Roma è stato fondato nel 2002 e ha all'attivo numerose uscite, specie split. Il black metal offerto possiede una matrice norvegese anni '90 e un forte gusto macabro nel riffing e cupo nel basso di Pesten, risultando efficace sia nelle movenze più sostenute che a marce ridotte. Il merito è da attribuire anche al perfetto bilanciamento dei suoni, in grado di trasmettere il giusto feeling underground verace in maniera "chiara". Sorprendono piacevolmente invece gli inserimenti inaspettati di un assolo dai tratti heavy in "Ride The Blind" e la vena acustica di "On The Wave Of A Cursed Existence", un momento di pausa malinconico. Il tutto restando fedele agli stilemi più classici.

I secondi in scaletta sono i Soulstaker, ma dovrei usare il singolare, poiché si tratta del progetto del solo BZ LSD, il quale si è fatto ispirare dal film "Sleepy Hollow" di Tim Burton. Non mi è stato possibile reperire ulteriori informazioni, mi limiterò quindi a riportare che Metal Archives colloca la loro nascita nel 2012 e attribuisce un altro split in carriera. L'incipit delicato e "ambientale" di "The Fog's Murderer" viene lacerato da un'esplosione nel vero senso della parola, visto che il volume aumenta esponenzialmente quando parte l'assalto belligerante. La one man band ricrea pathos e atmosfera in un contesto caratterizzato da velocità spesso elevate, quindi è un peccato che la doppia cassa suoni troppo "secca" e sintetica nei momenti più indiavolati, coprendo un po' il resto. "Two Sickles To Kill" è sicuramente il pezzo più ispirato e buon biglietto da visita circa le qualità in possesso di BZ LSD.

La terza posizione è occupata dagli Under, altro progetto solista con a capo l'omonimo personaggio, coadiuvato da Pesten dei Tundra al basso. Qui il black metal si fa ancora più lo-fi nei suoni, con lo scream che resta sommerso dalla strumentazione, e dalla costruzione semplice ed efficace, come dimostrano le durate limitate che non superano i tre minuti. "La Citta Dei Mostri" viceversa è una composizione per sola voce pulita e chitarra acustica, intima ed evocativa. Quattro delle cinque canzoni realizzate ad hoc per questo split (come lo sono tutte quelle che vi compaiono) sono ispirate a film degli anni '60 interpretati da Vincent Price (che forse alcuni potrebbero ricordare nel ruolo dello scienziato-padre in "Edward Mani Di Forbice"), a loro volta originati dalla penna di Edgar Allan Poe: "20.000 Leghe Sotto La Terra" (noto negli U.S.A. come "War-Gods Of The Deep" e nel Regno Unito come "City Under The Sea"), "La Cassa Oblunga" ("The Oblong Box") e "La Città Dei Mostri" ("The Haunted Palace"). "Solo L'Underground Vince" si distacca invece concettualmente: si tratta di una traccia un po' naif, una sorta di inno all'underground e ai compagni di scorribande; eppure dopo tanti ascolti il ritornello semplicissimo mi è entrato piacevolmente in testa.

A chiudere lo split ci pensano gli Agonia Blackvomit, duo attivo dal 2010 nel quale ritroviamo Pesten al basso insieme ad Agonia. L'ispirazione per il trittico di brani conclusivo proviene questa volta da "La Casa Dalle Finestre Che Ridono", opera cinematografica del 1976 diretta da Pupi Avati, dalla quale suppongo siano estratti i campionamenti presenti. Siamo ancora sul terreno del black metal più viscerale, diretto e intenso, ma sempre con costrutto e variazioni, che vive di un riffing conosciuto eppure ancora oggi apprezzato dai cultori di queste sonorità e di uno screaming marcio. Solo la batteria sembra non stare sempre al passo col resto della strumentazione, perché probabilmente si tratta di una drum-machine, non essendo indicato nessun batterista in formazione.

Raramente mi sono ritrovato fra le mani split di questo livello (figuriamoci di una tale durata: quasi un'ora!), non essendo nemmeno un grande amante di questo genere di uscite, nelle quali spesso il confine fra improvvisazione e vera attitudine undergroud è labile, con la conseguenza di innalzare a degne di interesse anche opere amatoriali e prive di qualsivoglia capacità artistica. Fortunatamente questo non è il caso di "Operazione Paura": uno split di caratura superiore, poiché dotato di una grande coerenza concettuale, un senso generale che fa apprezzare sia i singoli contributi delle quattro band, che esprimono una sincera passione comune per il black metal e sono tutte degne di ascolto, sia l'opera nel suo insieme. Io vi consiglio caldamente il lavoro di Tundra, Soulstalker, Under e Agonia Blackvomit, tanto black metal ricco di spunti che spero di incontrare in futuro nelle sue differenti incarnazioni.

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