TYGERS OF PAN TANG – Ambush

Informazioni
Gruppo: Tygers Of Pan Tang
Titolo: Ambush
Anno: 2012
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Rocksector Records
Contatti: facebook.com/tygersofpantang1
Autore: Mourning

Tracklist
1. Keeping Me Alive
2. These Eyes
3. One Of A Kind
4. Rock & Roll Dream
5. She
6. Man On Fire
7. Play To Win
8. Burning Desire
9. Hey Suzie
10. Mr. Indispensable
11. Speed

DURATA: 49:07

Le Tigri Inglesi ruggiscono ancora, sono passati ormai quattro anni dalla pubblicazione del soddisfacente “Animal Instinct” e i Tygers Of Pan Tang si rifanno sentire alla grande con “Ambush”.
La formazione, che vede dietro il microfono dal 2004 il nostro Jacopo Meille e nella quale è rimasto Robb Weir alla sei corde quale simbolo e leader di una line-up storica che non esiste più, è più in forma che mai.
Questo decimo capitolo è la conferma di quanto di buono si era ascoltato in precedenza con un assetto ritmico divenuto ancor più “importante”, il nuovo entrato Gavin Gray, ex dei Blitzkrieg che ha preso il ruolo di bassista del dimissionario Brian West, si combina alla grande con il drumming robusto di Craig Ellis.
Dopo un paio di passaggi nello stereo sono rimasto affascinato dal modo in cui le tracce rimangono in testa, pur avendo a che fare con un album che in maniera sapiente fonde hard-rock e heavy metal, riferimenti quali Scorpions, U.F.O. ma anche Ac / Dc per feeling e appeal potrebbero risultarvi poi non tanto distanti da accomunare a certe soluzioni messe in atto dal quintetto.
Sono la facilità d’ascolto e la sensazione che più di una canzone possa finire in un circuito radiofonico, senza per questo poterla definire lontanamente “commerciale” nel senso più becero del termine, a sorprendere, un paio sono letteralmente trascinanti come l’opener “Keeping Me Alive” travolgente nell’operato delle sei corde di Weir e Deano, affascinante nel chorus interpretato con carisma da Meille che in “Man On Fire” poi è a dir poco spettacolare.
Il fatto che io debba chiamare in causa il signor Robert Plant come termine di paragone la dice lunga e non è l’unico brano nel quale lo ricorda, anche “Rock & Roll Dream” regala l’impressione di avere all’orecchio in più frangenti il singer dei Led Zeppelin, oltre a un fantastico assolo.
Non sono esclusivamente quei due gli episodi che si ritagliano spazio e interesse, evocano i fasti del passato dei Tygers Of Pan Tang anche la invitante e old style “She”, caratterizzata da ricami latineggianti in fase solistica e dall’intervento delle nacchere, ed “Hey Suzie” che si potrebbe definire il prosieguo ideale di quella “Suzie Smiled” contenuta nello storico debutto “Wild Cat”, nella quale l’esecuzione di Jacopo rimembra un po’ anche Mr. Joe Lynn Turner.
“Play To Win” si fa notare per un “chorus” dalla presa istantanea e che stranamente ha una certa assonanza con quello di “Salvation” dei Cranberries, cosa che lo rende anche particolarmente divertente da canticchiare, mentre “Burning Desire” atmosfericamente si rivela essere la più scura e seducente, le sensazioni sono vivide e ancora una volta è il ritornello a regalare non un deja-vù bensì l’accostamento mentale ad una realtà immensa e ahimé splittata come quella dei Metal Church, vi sono una sensibilità e un impatto emotivo in quel frangente che mi hanno fatto ricordare attimi stupendi passati ad ascoltare i dischi di quella band.
Prodotto da Chris Tsangarides, nome notissimo non solo per aver curato le loro prime release, impossibile non ricordarlo dietro il mixer che confezionò quel capolavoro che è “Painkiller” dei Judas Priest, e con l’artwork realizzato per l’occasione da Rodney Matthews, in passato già autore di lavori con Scorpions e Thin Lizzy, “Ambush” dichiara d’esser spietato, aggressivo e pieno di sorprese.
Non vi resta quindi che ascoltare e acquistare questa nuova fatica dei Tygers Of Pan Tang, a coloro che avessero erroneamente pensato che avessero mollato la presa, le Tigri dicono chiaramente: avete sbagliato di grosso!

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