TYPHUS – Grand Molesters Of The Holy Trinity

TYPHUS – Grand Molesters Of The Holy Trinity

 
Gruppo: Typhus
Titolo:  Grand Molesters Of The Holy Trinity
Anno: 2010
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Pestilence Records
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TRACKLIST

  1. In The Image Of Our Master
  2. We Burn Your Churches To The Ground
  3. Smear The Blood Upon The Pentagram
  4. Triumvirate Of Incest, Lust And Greed
  5. My Throne In The Kingdom Of Hell
  6. Bound by Satanic Decree
  7. Black Spells Of Satanic Witchcraft
  8. Baptizing Flames Of Satan
  9. Fuck Your God!
DURATA: 52:11
 

I Typhus navigano nell'underground americano mantenendo inalterati i cliché che avevano dato alla luce il primo album "Profound Blasphemous Proclamation" nel 2005, sono infatti passati cinque anni da quel lavoro, ma la direzione, lo stile e la blasfemia insita all'interno del successore rimangono invariati, tenendo in considerazione qualche breve rallentamento, tanto che il titolo è l'ennesima delicata bestemmia o se preferite augurio di buon anno nuovo: "Grand Molesters Of The Holy Trinity".

Non c'è molto da scervellarsi, scorrendo i nomi delle singole canzoni è chiara quale sia la direzione di pensiero della band guidata da Lord Typhus (Andy Newton ex bassista dei grandi e sfortunatamente poco conosciuti Morpheus Descends), sono cinquanta minuti devoti al suono di matrice scandinava nella forma più rozza e bastarda, atmosfere scure e produzione tutt'altro che pulita fanno da cornice a badilate che come nella miglior tradizione black metal trovano il tempo di sfoggiare parti in cui concentrare la dose di malsano in modo da rilasciarla allentando il riffing, perdizione e veleno.

È una la lotta antireligiosa portata avanti dalle composizioni che formalmente non posseggono difetti evidenti, buone le melodie in una "We Burn Your Churches To The Ground", le parti più ariose e vomitanti odio di "Triumvirate Of Incest, Lust And Greed" e le semplici costruzioni delle due che verranno a seguire "My Throne In The Kingdom Of Hell" e "Bound by Satanic Decree" mostrano come la via più elementare, tuttavia impregnata della furia rappresentante la matrice astiosa che li alimenta sia per loro l'arma più adatta, come non citare poi quello che tanti pensano e che forse troppi non dicono? "Fuck Your God" è un urlo liberatorio contro il cielo, è probabile che ad ogni passaggio nello stereo una colonna del caseggiato celeste venga giù se intonato in coro, di sicuro lo scopo sarebbe centrato in pieno.

Quello che manca a un lavoro come "Grand Molesters Of The Holy Trinity" sono i pezzi traino che diano longevità all'on air accrescendo l'interesse dell'ascoltatore, la scaletta sul momento offre nel complesso una performance più che dignitosa, ma non c'è nulla di davvero memorabile, l'uso stesso delle tastiere sparute e talvolta quasi impercettibili non fornisce un apporto che possa far la differenza.

È un disco frenetico, oscuro, una prova black priva di compromessi e come tale ne vanta i pregi e ne paga i difetti, non siamo più negli anni Novanta e se da un lato la coerenza con cui molte band portano avanti questo credo è un solido appiglio per chi ama tali sonorità, dall'altro capita sempre più spesso di trovarsi dinanzi ad album che hanno già dato prima di venir inseriti nel lettore. Consiglio dunque l'integralismo dei Typhus solo agli appassionati del filone old school black, avantgarder, amanti delle produzioni cristalline e dal tocco di fino ne stiano alla larga, gli statunitensi vivono per l'inferno ed è ciò che vogliono trasmettervi.

 

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